domenica 1 maggio 2016

Grissini attorcigliati con impasto base nr.6 della Cuochina

Per me cucinare significa relax..soprattutto se è un lievitato! La domenica, unico giorno libero che ho, potrei riposare in previsione della settimana lavorativa che mi attende..ma non ci riesco!
Ieri sera ho rinfrescato licoluva e stamattina ho impastato pane e questi grissini con l'impasto nr 6 della Cuochina, su ricetta di Daniela. Davvero ottimi!
Ho cambiato un po' il procedimento per ragioni di tempo e qualche ingrediente.

Ingredienti:
  • 300 g di farina manitoba
  • 60 g di semola di grano duro
  • 160 g di licoluva rinfrescato 2 volte
  • 140 g di acqua circa
  • 20 g di strutto
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo (omesso)
  • 3 g di sale marino (ne ho messo di meno perchè i pomodori secchi sono parecchio salati)
ho aggiunto:
  • uno spicchio d'aglio tritato
  • 4 pomodori secchi tritati
  • origano e basilico

Nella ciotola della planetaria, al licoli ho aggiunto le farine setacciate e la restante acqua, lo strutto, l'olio, i pomodori, l'aglio, le aromatiche ed il sale e dopo aver fatto incordare bene ho lasciato lievitare per diverse ore, coperto prima con un pezzo di carta da forno e sopra la pellicola, fino al raddoppio. Fatto questo ho steso l'impasto col matterello a rettangolo, dello spessore di circa mezzo cm. Ho tagliato delle striscioline di circa due cm nel senso della larghezza che ho attorcigliato. Ho messo sopra la carta da forno, ho coperto con e lasciato lievitare per circa 2 ore. Ho cotto in forno preriscaldato a 200°C per circa 15 minuti.







domenica 24 aprile 2016

Tagliatelle ai mirtilli con sopressa veneta e formaggio stravecchio

L'autunno scorso ho raccolto parecchi mirtilli nel bosco vicino a dove viviamo, ma quanto sono buoni? Con gli ultimi rimasti in congelatore ho pensato di fare le tagliatelle. Il condimento è alla veneta, con la sopressa..anche quella sta finendo purtroppo!! Una pasta particolare ma che è piaciuta moltissimo a tutti!

Ingredienti per due persone,
per la pasta:
  • 200 g di semola di grano duro
  • 50 g di mirtilli, freschi oppure surgelati
  • acqua quanto basta
Per il condimento:
  • 80 g di sopressa veneta tagliata a fette grosse
  • 40 g di burro
  • 50 g circa di panna
  • sale e pepe
  • formaggio stravecchio di montagna grattugiato (è un tipo di formaggio grana venduto sull'Altopiano di Asiago)
  • un pizzico di timo
  • qualche mirtillo per decorare
Ho cotto qualche minuto i mirtilli con un po' di acqua, poi li ho schiacciati con una forchetta.  Li ho lasciati raffreddare e vi ho aggiunto acqua fino a pesare 100 g, (o più se l'impasto lo richiede) ho versato sulla semola e ho iniziato ad impastare.
Fatto questo ho messo l'impasto a riposare avvolto nella pellicola per mezz'ora.
Successivamente ho tirato le sfoglie
e tagliato le tagliatelle.

Dopodiché ho tritato grossolanamente la sopressa e l'ho messa sul fuoco in una padella aggiungendola al burro sciolto. Ho fatto soffriggere, ho unito appena un pizzico di timo, la panna ed il formaggio. Ho versato le tagliatelle fatte bollire giusto qualche minuto in acqua bollente salata (attenzione col sale perché la sopressa è già salata). Ho fatto saltare per qualche secondo insaporito con pepe e decorato il piatto con qualche mirtillo crudo.

Buona domenica!

domenica 17 aprile 2016

Bacalà alla vicentina

In questo post accennavo al fatto di aver comprato lo stoccafisso durante il mio soggiorno pasquale in Italia, perché è un prodotto introvabile qui al sud della Norvegia, se non tramite ordinazione. Come cuocerlo? Beh ovviamente nel classico modo a cui sono abituata a gustarlo da tanto tempo: alla vicentina! 
Anche se, durante la cottura mi è tornato in mente il "baccalà" che preparava mia madre quando ero piccola..Lei da giovane era andata "a servizio" a Genova presso una famiglia di medici e, dalla sua signora come è solita chiamarla, aveva imparato a fare molte ricette liguri o meno, tra cui appunto lo stoccafisso in rosso, cioè con il pomodoro. Ricetta persa, perché mamma non se la ricorda..peccato, perché a me piaceva molto anche preparato in quel modo.
La ricetta, che riporto fedelmente, è quella della Confraternita del bacalà alla vicentina. Nel sito si possono trovare anche consigli dove gustare al meglio questo buonissimo piatto tradizionale veneto. 
Mi dispiace per la scarsa qualità delle foto ma in questi giorni piove a dirotto...

Ingredienti per 12 persone:
  • Kg 1 di stoccafisso secco – gr. 250/300 di cipolle
  • 1/2 litro di olio d’oliva extravergine
  • 3 sarde sotto sale
  • ½ litro di latte fresco – poca farina bianca
  • gr. 50 di formaggio grana grattugiato
  • un ciuffo di prezzemolo tritato
  • sale e pepe
Preparazione
Ammollare lo stoccafisso, già ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni.
Aprire il pesce per lungo, togliere la lisca e tutte le spine. Tagliarlo a pezzi. 
Affettare finemente le cipolle; rosolarle in un tegamino con un bicchiere d’olio, aggiungere le sarde sotto sale, e tagliate a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato. 
Infarinare i vari pezzi di stoccafisso, irrorati con il soffritto preparato, poi disporli uno accanto all’altro, in un tegame di cotto o alluminio oppure in una pirofila (sul cui fondo si sara’ versata, prima, qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprire il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana grattugiato, il sale, il pepe. 
Unire l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli.
Cuocere a fuoco molto dolce per circa 4 ore e mezzo, muovendo ogni tanto il recipiente in senso rotatorio, senza mai mescolare.
Questa fase di cottura, in termine “vicentino” si chiama “pipare”.
Solamente l’esperienza saprà definire l’esatta cottura dello stoccafisso che, da esemplare ad esemplare, può differire di consistenza.
Il bacalà alla vicentina è ottimo anche dopo un riposo di 12/24 ore. Servire con polenta. 
 
 Buon appetito e buona domenica a tutti!

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