domenica 4 marzo 2018

Manju, dolcetti giapponesi con anko

Manju al vapore
Non mi ricordo più se a Kyoto oppure a Fukuoka, ho mangiato per la prima volta questi dolcetti buonissimi e morbidissimi.
Ho trovato, in questo interessante sito, i Karintō Manjū, manju in versione fritta. Ho avuto la curiosità di assaggiarli e mi sono piaciuti molto, anche se preferisco la versione al vapore (foto sopra).
Manju fritti

Ingredienti per 6-8  Karintō Manjū (fritti o al vapore)
  • 100 g di farina 00
  • 60 g zucchero integrale di canna
  • 10 g zucchero  semolato
  • 1 cucchiaino di olio di semi
  • 5 cucchiaini di acqua
  • 1/2 cucchiaino di backing powder
  • olio per friggere
Mescolare l'acqua con lo zucchero e scaldare sul fuoco finché non si scioglie, non deve caramellare!
Togliere dal fuoco e lasciare intiepidire. Aggiungere l'olio e la farina setacciata con il lievito. Mescolare un po' con il cucchiaio e poi con le mani. Dividere in otto pezzi e tirarli con il matterello. Mettere la confettura di azuki (anko) al centro e chiudere


Disporli sopra dei foglietti di carta da forno e cuocerli a vapore, senza mai alzare il coperchio, per 10 minuti.
Sono pronti da gustare!

Se invece si vuole farli fritti, scaldare abbondante olio (nel sito si parla di iniziare con l'olio a 180°C e poi scenderlo a 160°C, ma sembra che sia troppo alto con il risultato di manju troppo neri) quindi viene consigliato di friggerli a 150°C.
Per anko qui la ricetta di Anna
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