mercoledì 18 maggio 2011

Tagliatelle con pesto di fave e pistacchi


Sabato al mercatino ortofrutticolo ho ricomprato le fave, fresche e tenere: buonissime! Non è un legume a cui ero abituata perché al nord Italia, perlomeno nelle mie zone, non mi pare veniva e venga coltivato.
La prima volta le ho assaggiate in Canada; mio zio ne aveva seminato moltissime nell'orto! Devo dire che inizialmente non mi hanno colpito in modo idilliaco e dopo non ho più avuto occasione di mangiarle. Adesso però le adoro!
Ho visto qui un interessante pesto di fave ma lo desideravo più semplice, così, dato che al mattino avevo acquistato per un'altra ricetta anche dei buonissimi pistacchi di Egina, nella mia cucina è uscito questo semplice ma graditissimo piatto:
  • 200 g di fave senza pellicina*
  • 20 g di pistacchi
  • ½ spicchio di aglio
  • 4 cucchiai di pecorino romano grattugiato + quello per condire la pasta
  • olio extravergine di oliva
  • un rametto di menta
  • sale

Per le tagliatelle per 4 persone:
  • 400 g di semola di grano duro
  • 4 uova

*Per ottenere 200 g di fave senza pellicina io ne ho usate circa il doppio.

Questa volta ho delegato alla planetaria il compito d'impastare le tagliatelle e mi domando perché non mi sono decisa prima...Non mi soffermo molto sul procedimento per fare la pasta in casa perché credo sia noto a tutti. Comunque dopo aver ottenuto una bella pasta liscia l'ho messa sopra un canovaccio, ho coperto con una terrina di vetro e l'ho lasciata riposare per un'ora. Poi con la macchina "tirapasta" ho fatto le sfoglie e lasciate asciugare per un po'. Dopodiché ho tagliato le tagliatelle.
Per il pesto:
Bollire dell'acqua salata e immergervi le fave sbucciate dal baccello, lasciare che riprenda il bollore e quindi scolarle. Togliere la pellicina, pestare con il mortaio assieme al resto degli ingredienti come un normale pesto oppure come me, sprovvista di mortai...frullare!
Cuocere in abbondate acqua salata la pasta, condirla con il pesto e a piacere scaglie di pecorino romano.

Finalmente, male perché avrei dovuto avere uno zoom migliore ma bisogna sapersi accontentare...ho finalmente fotografato l'upupa! Proprio qualche giorno fa commentavo alla cara Elettra, com'era riuscita a scattarle una foto molto bella ed io ancora no..nonostante le facessi il "filo" da anni!



domenica 15 maggio 2011

Pizza!!


A chi non piace la pizza? Credo siano proprio rari! Io vivrei di pizza però, non me ne vogliano i greci, non riesco a mangiarla fuori casa.
Per noi il sabato è giornata pizza, non ci rinunciamo, ma non preparo mai l'impasto seguendo la stessa ricetta; mi diverto a provare e riprovare per ricrearla come dico io.
Quello che non cambio facilmente è il “condimento”! Da quando l'ho scoperto, poco più di ventenne, in una pizzeria della zona dove sono nata, è diventato il mio preferito!
La base non ha passata di pomodoro, solamente mozzarella. La cuocio semplicemente così e la condisco con rucola, pomodori, insaporiti con sale, pepe, olio extravergine di oliva ed un po' di aceto balsamico. E' buonissima, leggera..per me la migliore!



Invece mio marito è per la quattro formaggi e crudo. Alle volte con l'aggiunta di funghi trifolati.


Giovedì ho rinfrescato il licoli... (lievito in coltura liquida), non mi sono ancora presa la briga di scrivere il procedimento ma vi mando da Anna e Tamara per le spiegazioni! Da Tamara ho preso spunto dalla sua ricetta per fare la pizza. Buonissima, veramente ottima. La migliore che ho fatto finora. Vi consiglio di iniziare a prepararvi il licoli, non è per nulla difficile credetemi!

Dose per 5 pizze:
  • 500 g di farina 0 per pizza
  • 125 g di licoli (rinfrescato più volte, attivissimo)
  • 8 g di sale
  • acqua q.b.
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

Alla sera: inserire il licoli nella ciotola della planetaria, con 150 ml di acqua a temperatura ambiente. Avviare la macchina e far sciogliere il lievito. Aggiungere a cucchiaiate la farina e dopo un po' il sale ed il cucchiaio di olio. Continuare ad unire la farina e l'acqua rimanente ma pian piano finché non si ottiene un impasto abbastanza morbido e non appiccicoso.
Impastare per una quindicina di minuti. Fare una palla, mettere in un contenitore chiuso con la pellicola e riporre il frigo per tutta la notte.


Al mattino dopo: togliere l'impasto dal frigo, levare la pellicola trasparente (per evitare che la condensa bagni l'impasto) coprire con un canovaccio ed inserire la terrina in una busta di plastica, chiudere bene e lasciare lievitare fino al pomeriggio.
Nel pomeriggio: premetto che alle 19:00 noi abbiamo cenato perciò, alle 14:00*** ho ripreso l'impasto per un po', ho modellato le palline per le pizze*, ho ricoperto...qui io faccio in un modo un po' particolare! Il mio forno ha 2 placche da forno normali in lamiera o come si chiama..ed una in pirex. Perciò io dispongo gli impasti nella placca con i bordi più alti e copro con quella di vetro. Creo così una specie di “camera lievitante”. Ho lasciato lievitare così fino alle 18:30 quindi le ho cotte nel fornetto Fer.....

* ne ho fatte lievitare tre. Le rimanenti le ho congelate. Esperimenti..poi si vedrà!

*** Se fa caldo, in estate per intenderci, in un paio d'ore le pizze sono pronte da cuocere per cui tolgo dal frigo l'impasto verso le 14:00, poi faccio le palline verso le 17:00 e alle 19:30-20:00 sono da infornare.
Sul condimento lascio spazio alla vostra fantasia!