domenica 17 marzo 2013

Fugassa vicentina per festeggiare la Pasqua


Puntualmente, ad ogni Pasqua, mi ritornano in mente le fugasse (focacce) che mio padre comprava immancabilmente, anno dopo anno, da un fornaio, che se non ricordo male si trovava dalle parti di Schio..Magrè, per due motivi: il primo ne era ghiottissimo, poi non c'erano ancora colombe e tanti altri dolci per allietare la tavola pasquale. Si dovevano  prenotare giorni prima ma era una gioia, per grandi e piccini, vederle apparire in tavola il giorno di Pasqua!
Piacevano molto anche a me..e mai come adesso che lui se n'è andato vorrei tanto mangiarne ancora un pezzettino e in sua compagnia.
Siccome sono due desideri che non si possono avverare..ho tentato di prepararmela home made cercando in rete la ricetta. Ne ho trovate molte, ma solamente una corrispondeva, per forma, ai miei ricordi giovanili!! Purtroppo però dosi ed ingredienti non erano riportati.
Ammirando la foto del sito e scervellandomi per capire come indovinare" gli ingredienti, all'improvviso ho avuto una folgorazione.. perché quella focaccia l'avevo incontrata parecchie volte nella mia vita da adulta, con aromi diversi certo, ma con consistenza e forma pressoché uguale! Mi riferisco allo tsoureki greco! Chissà se la fugassa vicentina ha tratto origine da quel pane dolce?

Ingredienti per 4 focacce di circa 250 g ciascuna
  • 560-580 g di farina di forza
  • 20 g di lievito di birra fresco
  • 2 uova
  • 120 g di zucchero
  • 120 g di latte
  • 100 di acqua
  • 45 g di burro
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 2 cucchiaini da caffè di rhum
  • 2 cucchiaini da caffè di estratto di vaniglia
  • raspatura di arancia e limone bio
  • sale, un cucchiaino abbondante
  • tuorlo d'uovo per spennellare
  • granella di zucchero per guarnire
Ho sciolto il lievito di birra nell'acqua ed il latte tiepidi, ho coperto e lasciato da parte una ventina di minuti. Nel frattempo ho setacciato la farina, ho montato le uova con lo zucchero. A quest'ultime vi ho aggiunto gli aromi e la raspatura degli agrumi. 
Quindi nella ciotola della planetaria ho messo prima i liquidi dove avevo sciolto il lievito, poi le uova e man mano la farina occorrente per ottenere un impasto morbido ma che dopo un po' si stacchi dalle pareti. Ho lasciato impastare per una decina di minuti poi ho aggiunto il burro morbido lasciato precedentemente a temperatura ambiente, l'olio ed il sale.
Ho impastato per altri 10-15 minuti fino ad incordatura poi ho messo l'impasto in una ciotola leggermente infarinata, ho coperto con la carta da forno e quindi inserito tutto in una busta di plastica. Ho lasciato lievitare fino a quando non è triplicato. Fatto questo ho ripreso un po' l'impasto, l'ho tagliato in 4 parti e ho formato 4 rotoli che sono andata ad intrecciare.
Ho lasciato lievitare per 2 ore circa in luogo tiepido poi ho spennellato con uovo diluito con un po' d'acqua e cosparso di zucchero in granella home made, invenzione di Anna!!. Ho cotto in forno ventilato (quello ho..) a 140°-150°C per circa 40 minuti, (170°C per forno statico).

Comunque ecco qui le mia fugasse, sono veramente buone..e la fetta sotto



Una fugassa sta partendo per il Giappone e andrà alla mia cara amica Anna che oggi ha preparato delle bellissime colombe pasquali con l'impasto base nr.5 della Cuochina!

E per  Una dolce Pasqua di Dana


16 commenti:

  1. Che bei ricordi cara Ornella e che belle fugasse sento anch'io il profumo che dire bravissima e te ne rubo un po' !!!!!!!
    Un abbraccio a presto

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  2. Presa al volo la mia Fugassa, bella fresca di forno e di aria innevata norvegese.

    Visto che ci unisce il web e che non sono visibile, potrei prendere il posto del tuo caro papà il tempo di margiare insieme questa delizia.
    Baci stellari cara Ornella

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  3. Carissima Ornella, come ci siamo dette tante volte non è l'incontrarsi tutti i giorni che nutre un rapporto ma le sfumature dei sentimenti che si provano quando incroci con una persona seppur poche volte. Sai quanto ti stimi e per me l'importante è non perdersi di vista, ogni incontro con te è un piacere e una crescita.
    Ti ringrazio di cuore per aver dedicato questa ricetta al mio contest, è preziosa come i ricordi che evoca, mi ha fatto pensare e ricercare quali sapori condividevo io con mio padre. E poi la tradizione rimane dentro di noi come legame eterno con la propria terra ovunque siamo.
    Un forte abbraccio, cara, a presto!

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  4. Carissima, Che bello questo post! e poi lo ho colto proprio in contemporanea a quello della tua Amica che sta dall'altra parte del mare, che con la sua colomba mi tenta... proprio stamattina ho dell'impasto di panbrioche con lievito madre, già maturato tutto ieri ed oggi in attesa di un secondo "rinfresco" per un lievitato un po' forte. La fugàssa mi attrae, me ne ha parlato mia cognata, che è originaria di Bassano e da un po' è sulla "to do list". Questa tua è un perfetto esempio di "fusion" :)
    un abbraccio!

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  5. i ricordi profondi non si cancellano mai. bellissime queste fugasse e sicuramente squisite.
    cara ornella, vedo con grande piacere che sei sempre attiva e operosa, nonostante o anche grazie agli spostamenti che dalla calda grecia ti hanno portato alla fredda norvegia! :)
    un abbraccio

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  6. Wooow …esta recta de tradición tengo que hacerla pronto realmente lindo los bollos y muy buenos,abrazos y abrazos

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  7. Buonoooooooo bel ricordo e bella ricetta io ne prendo una con gli occhi la mia glicemia genetica...grrr. Buona settimana cara.

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  8. Una "morbidezza" in cui vorrei sprofondare dolcemnte :)

    buona serata

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  9. Ne ho sentito parlare, ma non l'ho mai mangiata. La tua è molto invitante.
    Un caro abbraccio

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  10. Cara Ornella,
    che fugassa dolcissima... sono certa che il profumo è arrivato in Paradiso...
    Un abbraccio

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  11. che bontà, non conoscevo questa ricetta, un abbraccio SILVIA

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  12. Ma deve essere sofficissima!!! Si vede benissimo :-) Troppo brava!!

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  13. Dopo aver fatto il cicerone nel post successivo, non posso che complimentarmi con te per questa ricetta, ormai in disuso, visto che la "fugassa" è stata soppiantata dal Pandoro. Il quale viene fabbricato da tutte le grandi industrie alimentari e non si sa cosa ci sia dentro per conservarlo. Sempre meglio andare da qualche artigiano o farsi il dolce noi stessi. Un caro saluto.

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  14. La cosa più bella, quando sono in cucina o quando sfoglio questi blog, é che insieme all'impasto si uniscono ricordi, amore, sapori di qualcosa che rimane sempre vivo con noi..Grazie davvero!

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  15. Ciao, anche noi siamo venete e l'anno scorso ci siamo cimentate in questa delizia regionale!!!
    una grande lavoro ma con un ottimo risultato. Complimenti per le tue mini foccaccine, devono essere ottime!

    A presto.
    Elisa e Laura

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  16. Che belle! e chissà che buone!

    http://lemilleunapassione.altervista.org/

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