domenica 19 gennaio 2014

Flatbrød


Le giornate invernali sono lunghe e la luminosità non è delle migliori per fotografare. Se le estati norvegesi ci donano quasi 20 ore di luce al giorno, d'inverno siamo in compagnia del buio, non dico per altrettante ore, ma per molte. Stagione ideale per impastare e tenere la stufa accesa quando si ritorna a casa alla sera o nel fine settimana! 
Questo pane ha un solo difetto: che non si smetterebbe più di sgranocchiarlo!
La ricetta è un miscuglio di tante, diciamo che l'ho costruita a  gusto personale. Sembra un po' al nostro pane carasau ma molto più facile da preparare. Fra parentesi ho scritto gli ingredienti in lingua norvegese.


Ingredienti:
  • 130 g di farina 0 (130 g hvetemel)
  • 80 g di farina di segale macinata finemente (80 g siktet rug-mel)
  • 40 g di farina di segale macinata grossolanamente (40 g sammalt rug-grov)
  • 130-150 g di acqua  (130-150 g vann)
  • 5 g di sale (5 g salt)
  • 1 cucchiaio di miele (ss honning)
Ho messo a scaldare l'acqua, dev'essere bella calda ma non bollente. Per la quantità bisogna regolarsi da quanto assorbe la farina, meglio iniziare con 130 grammi. Vi ho sciolto dentro il miele ed il sale poi ho aggiunto le farine. Ho mescolato un po' con il cucchiaio e successivamente a mano. L'impasto è un po' appiccicoso ma non importa, s'infarina un po', si raccoglie a palla dentro ad una ciotola, si copre con la pellicola e si lascia tutta la notte a riposare in un luogo fresco. Io lascio in cucina perché di notte non supera i 18 gradi.
La giornata seguente si divide l'impasto in pezzi da 20 grammi circa e col matterello si tirano delle sfoglie sottilissime, dello spessore simile a quello di un foglio da disegno, aiutandosi con la farina. Si cuociono in una padella antiaderente da entrambi i lati, facendo attenzione a non bruciarli.





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