venerdì 18 febbraio 2011

Spetsofai


Va bene che siamo ancora in febbraio ma la primavera sta per arrivare, almeno qui da noi.
Ogni giorno ammiro con amore e stupore la natura che si risveglia ricca di colori, profumi...e di polline! Essere allergici e fare centomila starnuti ti fa venir voglia che passi in fretta ed arrivi l'estate prestissimo! Se poi ti capita, una settimana impegnatissima, più fuori casa che dentro, allora sei fregata! E metteteci pure che gli scioperi dei trasporti continuano incessantemente, perciò si deve per forza camminare e quindi tutto il polline in giro è della sottoscritta!
Comunque camminando per i fatti miei ho incontrato un caffenio; non se ne vedono più molti di quelli tradizionali! La parola vi indica un po' cosa si può gustare in questo tipo di locale! E' un ritrovo soprattutto di anziani che si riuniscono a chiacchierare davanti ad un ottimo caffè greco, qualche bicchierino-ini.. di ouzo o di tsipouro, giocano a tavli e la maggior parte di loro tiene le mani impegnate dal komboloi. A proposito di questo, mi meraviglia ancora adesso vedere ragazzi giovani che camminano per strada con il komboloi tra le dita!
Al caffenio, ma anche in tanti altri locali, si possono gustare deliziosi mezedakia, come questo spetsofai, che sono tipo antipasti, il più delle volte molto piccanti, e aggiungo salati, per invogliare a bere!
In origine questa ricetta era del mio cuoco-viaggiatore-greco preferito: Ilias Mamalakis, ma siccome ha un po' la “mano pesante” per quanto riguarda soprattutto i condimenti, l'ho sempre fatta a modo mio!

Spetsofai per 2 persone
  • 150 g circa di salsiccia tagliati a rondelle (neanche 2 cm di spessore)**
  • 3 peperoni verdi a corno
  • 10-12 pomodorini oppure un pomodoro frullato
  • 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
  • olio extravergine di oliva
  • sale pepe o peperoncino
  • origano
** Ho usato la salsiccia secca perché qui si trova principalmente quella. Ad ogni modo sono del parere che anche con la salsiccia fresca venga ottimo.

Pulire, lavare e tagliare a pezzi i peperoni e farli cuocere con un po' d'olio in un tegame antiaderente, mescolando spesso finché non sono quasi cotti e ben rosolati. Toglierli dalla padella e nella stessa, aggiungendo ancora un po' d'olio, cuocere le salsicce finché non sono anche queste ben rosolate. Unire i peperoni, i pomodorini tagliati a metà, il concentrato di pomodoro sciolto in un po' di acqua bollente, sale pepe e origano. Far cuocere a fuoco vivace.
A piacere si può aggiungere anche melanzana tagliata a tocchetti fatta rosolare come i peperoni ma insaporita con uno spicchio d'aglio tritato.
Potete abbondare con l'olio se intendete fare vostra la consuetudine greca della “scarpetta” in tal caso procuratevi un bel filone di pane! Si accompagna con il formaggio feta e  con ouzo allungato con acqua ghiacciata o ghiaccio.

Un paio di giorni fa mi sono mimetizzata fra i quattro turisti che aspettavano il cambio della guardia (avviene ad ogni ora) di fronte al monumento del Milite Ignoto davanti al Parlamento, ed ho pensato di fotografarvi le nostre belle guardie con la divisa invernale!

E le immagini sottostanti sono state scattate tempo fa, in estate.



domenica 13 febbraio 2011

Torta d'arancio


“Mamma posso fare io? No, sei troppo piccola...” Quante volte vi siete sentite rispondere così mentre ammiravate la mamma o la nonna impastare con abili mani e tanto amore deliziosi manicaretti? A me succedeva sempre; non si giocava con il cibo!!
E nemmeno c'erano libri di ricette nella piccola cucina di mamma, tranne quelli in omaggio che si trovavano abbinati alle bustine di lievito! Tra questi me n'è rimasto uno, forse quello più importante per i miei ricordi. E' stato il primo che io e mia sorella abbiamo usato per preparare un dolce diverso dai soliti due o tre che si facevano "ad occhio" nella nostra famiglia!
L'occasione di far emergere questo ricordo, e il libricino oramai dimenticato, è stato grazie ad una “pecorella di Marzapane”, una cara e dolce amica che conosco virtualmente da quasi un anno, la quale mi ha coinvolto, devo dire con molto piacere, a far parte della giuria per il suo bellissimo contest :



Perciò mi raccomando, avete tempo fino al 14 aprile ma non mancate! Cercate fra i vostri ricordi, nei vecchi bauli della mamma, della nonna, il ricettario, Tiziana ne ha nominato uno per tutti: l'Enciclopedia di cucina Curcio, e la ricetta che più vi ricorda i vostri golosi anni '80! Qui avevo a disposizione solo questo libricino, perché il resto dei miei ricettari, enciclopedie di cucina sono in patria....
Comunque ci saranno 5 vincitori ed ognuno sarà premiato con oggetti molto preziosi, perché ideati e fatti a mano dalla bravissima Tiziana!
La torta d'arancio che vi faccio assaggiare oggi, fuori concorso ovviamente, è tratta dal ricettario: 100 ricette del lievito Gallo..
del quale, credo proprio che non esista più nemmeno la fabbrica! E' un ricettario ben più vecchio degli anni '80 ma è stato proprio in quel periodo che ho iniziato a scoprire il piacere di cucinare e questo libricino era diventato la mia prima scuola di pasticceria! Naturalmente poi, più mi divertivo a cucinare e più libri compravo...



Vi riporto la foto della ricetta:


Ho fatto alcune modifiche: ho aggiunto un pizzico di sale e non ho inserito tutto il latte perché avevo a disposizione uova molto grandi. Ho tostato i pinoli prima di unirli. Non ho messo la ghiaccia di arancio ma zucchero a velo e decorato con fettine di arancia disposte lungo i bordi dello stampo prima di versare il composto.  Ho infornato a 180° per circa 45 minuti ma fate la prova stecchino. E' deliziosa!


BUON S. VALENTINO A TUTTI!!

Partecipo al contest di Giulia


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