giovedì 20 gennaio 2011

Gubana e treccia russa

Gubana
Questo dolce mi piace moltissimo anche se me n'ero "quasi” dimenticata... sommersa da galaktoboureka, baklava...e chi ne ha più ne metta! Da prima delle feste sono stata letteralmente ammaliata da una stupenda treccia russa preparata dalla bravissima Manu. Non so quante volte sono andata ad ammirarla, dicendo a me stessa : “Arrivo, arrivo..ti acchiapperò  prestissimo”. In questi giorni ci sono riuscita; finalmente ho assaggiato la treccia russa con il lievito liquido! Speciale!
Ma non solo: con la ricetta in versione lievito di birra, che troverete qui, sempre da Manu, l'ho trasformata in una deliziosa gubana! Sono certissima che verrebbe ottima anche con il licoli.

gubana

Ingredienti gubana
per l'impasto:

  • 10-20 g di lievito di birra (io ne ho messo circa 18 gr)
  • 200 ml di latte
  • 90 g di zucchero (io ho messo quello aromatizzato alla vaniglia)
  • 90 g di burro
  • 2 uova intere medie
  • 550 g circa di manitoba
  • 1 cucchiaino raso di sale

per il ripieno: (mi sono ispirata a questa ricetta)
  • 150 g di uvetta
  • meno di ¼ di bicchiere di grappa e poi latte fino all'orlo (io ho usato una grappa molto aromatizzata che qui chiamano Tsipouro)
  • 150 g di noci
  • 150 g di mandorle
  • 3 fichi secchi
  • 3-4 albicocche secche
  • 50 g di biscotti secchi
  • 40 g di zucchero (aromatizzato alla vaniglia)
  • ½ cucchiaino di cannella
  • ½ di noce moscata
  • buccia grattugiata di un'arancia
Il procedimento

Sciogliere il lievito nel latte tenuto a temperatura ambiente, aggiungere la farina (prendendola dai 550 g della ricetta) mescolando con la frusta, fino ad ottenere una crema densa. Spolverare con un po' di farina bianca circa mezzo centimetro e poi lasciar lievitare.
Il lievitino sarà pronto quando in superficie si formeranno delle crepe da cui uscirà la cremina sottostante come un vulcano...dice Manu ed io confermo!
Quando questo avviene è pronto, quindi aggiungete un po' alla volta tutti gli altri ingredienti, aiutandovi con una spatola e lavorate bene l'impasto, o fate lavorare la planetaria, fino a formare una bella palla soffice, ma non appiccicosa che poi metterete a lievitare in una terrina capiente, coperta con la pellicola trasparente.
Nel frattempo preparare il ripieno. Tritare i biscotti, la frutta secca aggiungere l'uvetta lavata ed asciugata, gli aromi, lo zucchero e bagnare con il latte e la grappa. Amalgamare bene.
Quando l'impasto è ben lievitato, rovesciarlo sulla spianatoia infarinata o per chi è senza come me, sopra un canovaccio, sempre infarinato. Tirare a sfoglia non troppo fine, senza lavorare molto l'impasto, con il matterello e quindi spalmare il ripieno. Se risulta troppo difficile distribuirlo, bagnatevi leggermente le mani.
A questo punto arrotolare su se stesso e chiuderlo a chiocciola. Disporre la gubana sopra la carta da forno e rimettere a lievitare in luogo tiepido per circa un'altra ora, sempre coperta. Pennellare con uovo e latte. Infornare a 180°C per 20 minuti poi a 170°C coperto con carta da forno per circa altri 20 minuti.

UNA NOTA: Con questo impasto ho fatto una sola gubana ma è diventata davvero enorme! Perciò il mio parere è di farne due con queste dosi. Se decidete di seguire questo consiglio attenzione a non cucinarle troppo, caso mai diminuite un po' il tempo di cottura.


E questa è la treccia russa fatta con il lievito liquido (licoli), per la ricetta vi mando sempre qui, da Manu. E' semplicemente deliziosa! Non ho la foto della fetta perché gli amici se la sono "pappata" tutta!!
Treccia russa

Con la ricetta della gubana partecipo alla raccolta di Rossella....


ma anche al contest di Elena...

....."Ci sono vari cibi che potrebbero rappresentarmi, ma non c'è nulla che possa competere con  la magia del lievito e quindi dei lievitati!
La mia fantasia è sempre in guardia, pronta a captare e ad esplorare altri orizzonti, come un buon lievito sempre attivo, pronto ad essere impastato con diversi ingredienti ed idee per sfornare ininterrottamente nuovi sapori.
Creo seguendo l'istinto, rivolta al futuro ma sempre secondo tradizione,  perché nel mio essere racchiudo uno scrigno di ricordi,  emozioni, sapori, colori...genuini, della terra. Amo i colori caldi, i profumi d'Oriente, i frutti accarezzati dal sole, raccolti quando stagione matura e riposti con cura, per dar gioia anche d'inverno! E poi incontro sempre lei... un soffio di inebriante cannella!
Una gubana è perfetta per me."




martedì 18 gennaio 2011

Pligouri o bulgur con verdure briam


Domenica ha piovuto tantissimo ma da lunedì il sole è ritornato a spendere e a riscaldare! Giornate bellissime, tiepide, con un cielo incredibilmente azzurro invitano ad una cucina allegra e primaverile!
Circa un mese fa è finito nel carrello del supermercato un sacchetto di pligouri o bulgur, come ho scoperto viene anche chiamato fuori dalla Grecia. L'ho mangiato qualche volta a casa di amici ma nella mia cucina non era mai apparso! Non avevo la più pallida idea di come cucinarlo: dovevo metterlo a bagno tutta la notte? Oppure cuocerlo per 2-3 ore come i legumi secchi?

Da Wikipedia:
Il bulgur (denominato anche bulghur, boulghour, boulgour, boulgoul, boulghoul, bulghul o bulgul) è un alimento costituito da frumento integrale, grano duro germogliato, che subisce un particolare processo di lavorazione. I chicchi di frumento vengono cotti al vapore e fatti seccare, poi vengono macinati e ridotti in piccoli pezzetti; è molto diffuso in Medio Oriente.
Se volete approfondire eccovi il link.


Comunque sia, mi sono decisa a prepararlo! Sempre dal link sopra citato ho appreso come si cucina, poi ho pensato di condirlo con delle verdurine briam e abbinarlo all'immancabile feta. Molto buono! La prossima volta proverò la versione insalata! Ma aspetto un po' perché da un bicchiere ne è uscito tanto da pranzare per tutta la settimana ;)

Per 3-4 persone: 

1 bicchiere di pligouri (180 gr circa)
1 melanzana
1 peperone rosso
1 zucchina
1 patata
1 cipolla piccola rossa
½ spicchio d'aglio
1 pomodoro (io non ne avevo ed ho usato 1 cucchiaino da the di concentrato)
menta, prezzemolo, anche origano se vi piace
sale, pepe
olio extravergine di oliva
formaggio feta a piacere

Dopo aver pulito e lavato tutte le verdure, tagliamole a dadini ma teniamo separate le melanzane che metteremo sotto sale per un'oretta.
In un pirofila da forno versare 2-3 cucchiai di olio,  quindi la cipolla e l'aglio tritato fine, le melanzane ben lavate dal sale e tutto il resto delle verdure, il pomodoro anch'esso tagliato a cubetti, o il concentrato. Uniamo la menta ed il prezzemolo tritati finemente. Sale, pepe ed un bicchiere d'acqua o brodo. Cuocere in forno ventilato a 180° per circa un'ora, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo liquido se si asciuga troppo. A cottura ultimata dovranno però essere un po' rosolate e completamente asciutte tranne che per l'olio.
Nel frattempo mettere a bagno nell'acqua fredda il pligouri per una mezz'oretta. Sciacquarlo molto bene, cuocere con 2 bicchieri d'acqua per 15-20 minuti e quindi lasciarlo coperto finché tutto il liquido non è assorbito.
Condire con le verdurine briam caldissime e, se vi piace, con l'immancabile formaggio feta sbriciolato sopra.




domenica 16 gennaio 2011

Tagliatelle alla farina di carrube e... "spacciatori di lievito madre"!!


Buona domenica a tutti!! Oggi qui piove..Mi piace la pioggia, mi fa sentire calma e serena. Ma quanti disastri in giro per il mondo: Brasile, Australia...Che tristezza, spero che ritorni il sole prestissimo da quelle parti!

Per prima cosa una proposta: vi interesserebbe conoscere o diventare “spacciatori” di lievito madre? Leggete qui e qui dalla bravissima Ely! Io purtroppo sono un po' lontana per mandarlo a qualcuno, mi sa che prima di arrivare a destinazione diventerebbe, durante il viaggio, una pagnotta!
Il mio "prozimi"
Dopo qualche disavventura settimanale al computer, (sto cercando di fare il pdf della raccolta natalizia) ed in cucina del tipo: spatola che si scioglie nel cioccolato a bagnomaria, ho iniziato finalmente a recuperare le mie energie positive!
Forse qualcuna di voi l'avrà già capito ma, anche se mi piace seguire la tradizione, mi diletto a fare tantissimi esperimenti in cucina! Questa ricetta è stata pensata sin da quando, prima di Natale, siamo andati prima ad Evia, poi nel Peloponneso inseguendo sogni e progetti...e dappertutto ho visto bellissimi alberi di carrubo! Inutile dirvi che ho raccolto tantissime carrube ma poi sono rimaste lì per decorare il tavolo, dentro ad un cestone, in compagnia delle arance, mandaranci, un grosso melograno..Non ho usato i frutti colti ma la farina di carrube che al profumo ricorda forse un po' il cioccolato, un po' il caffè...

Ingredienti per le tagliatelle: (2 persone, a mio parere molto abbondante..)

160 g circa di semola di grano duro
40 g farina di carrube
2 uova

Per il sugo:

200 g di tacchino
½ cipolla rossa
2 cucchiai di olio
½ bicchiere di succo d'arancia
un po' di zenzero grattugiato
peperoncino
pepe rosa
pochissimo rosmarino*
4-5 cucchiai di panna
parmigiano a piacere

* se osservate la foto, con tutto il rosmarino che ho potevo accorgermene prima..manca la punta di quel ciuffetto! Ecco è la dose che ho usato per il sugo.

Setacciare assieme le farine, metterle a fontana sopra la spianatoia, (forse è meglio dentro ad una capiente terrina così evitate di sporcare troppo la spianatoia, dato che la farina è proprio nera!!) ed inserire le uova.
Mescolare al centro con una forchetta incorporando farina e per ultimo impastare con le mani finché la pasta non sarà bella liscia. Lasciare riposare coperto a campana per un' ora o più. Quindi tirare l'impasto a sfoglia e successivamente, non appena si saranno un po' asciugate, fare le tagliatelle.
In un tegame antiaderente appassire un po' la cipolla tritata, aggiungere il tacchino tagliato a striscioline e rosolare. Salare e bagnare con il succo d'arancia. Unire il resto degli ingredienti. Lasciare evaporare quindi aggiungere un po' di acqua calda o brodo e far cuocere per una decina di minuti a fuoco vivace. Unire la panna ed il parmigiano grattugiato.
Cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata e condire con il sughetto.

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