venerdì 3 settembre 2010

Loukoumades




Ieri ho fatto le loukoumades, queste semplici ma gustose frittelle che si inzuppano nello sciroppo, finalmente me le sono gustate! Non esiste estate per me senza averne assaggiata nemmeno una! Quest'anno le avevo solamente annusate, sera dopo sera a Zante, durante le nostre consuete passeggiate, passando davanti alle signore ben sistemate, con il loro banchetto attrezzato di tutto punto,  sempre pronte a mettertene in mano un sacchettino fragrante e profumato! 
Un' usanza che si è sparsa per tutta la Grecia, durante la stagione estiva, ma che in realtà è una preparazione molto quaresimale, da digiuno.
Giudicate voi ;)
Comunque sia, perdonatemi per la seconda coccola calorica fuori stagione fredda, ma dovevo togliermi lo sfizio!


Loukoumades
Dosi per circa 50 frittelline

300 gr di farina manitoba (la mia ha 14,47% di proteine)
300 gr di acqua minerale naturale
12 gr di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero
olio per friggere

per lo sciroppo

1 ½ bicchieri di zucchero
1 ½ bicchieri di acqua
¾ bicchiere di miele
1 stecca di cannella
una scorzetta di limone e un po di succo

per decorare:

cannella in polvere a volontà
semi si sesamo tostati (facoltativo)

Far sciogliere il lievito nell'acqua tiepida assieme al mezzo cucchiaino di zucchero. In una terrina mettere la farina setacciata, unire il sale e fare un buco al centro. Versare l'acqua pian piano e con la frusta sbattere per qualche minuto per amalgamare bene gli ingredienti. Coprire con la pellicola e far lievitare per 1 e ½ o 2, dipende dalla temperatura. Scaldare l'olio in un tegamino non troppo grande ma abbastanza profondo, in modo che le frittelle galleggino. Adesso ci vorrebbe una greca per spiegare come fa a fare le palline con un impasto così morbido usando le mani...io ancora non ci riesco, ma ve lo fotograferò non appena mi capita l'occasione! Perciò con l'aiuto di due cucchiaini da thè formate delle palline, grandi un po' più di una noce, e tuffatele nell'olio bollente. Lasciatele dorare e mettetele ad asciugare sulla carta assorbente. Nel frattempo preparare anche lo sciroppo. In una casseruola dai bordi abbastanza alti (per evitare che quando bolle il liquido esca fuori inondandovi il fornello), mettere tutti gli ingredienti per lo sciroppo. Fare bollire per 10 minuti.
Porzionare a volontà nei piatti, versare sopra lo sciroppo, il sesamo tostato se vi piace, e una bella spolverata di cannella!


Questa ricetta la "spedisco" a Zucchero & Farina per la sua bella ed interessante raccolta etnica





mercoledì 1 settembre 2010

Melitzanosalata con sesamo e mandorle



Adoro le melanzane, ma in genere tutti gli ortaggi! Però sono la sola in casa che mangia tutte, ma proprio tutte le verdure! Perciò se voglio prendermi lo sfizio di mangiare la verdura che piace a me devo prepararne una sola porzione! Avevo delle melanzane ed ero indecisa su come cucinarle, pensavo ad un “μουσακάς” (mousakàs, non so perché in internet lo trovi tradotto in moussaka con due "s"...) ma poi mi ci vorrebbe una settimana per finirlo...decisamente troppo! Poi è finita che ho scelto di fare la melitzanosalata ma con qualche aggiunta e lo sapete dove l'ho spalmata questa buonissima salsa? Sulle friselle di Anna, che oramai preparo quasi settimanalmente e che ci gustiamo in tutti i modi, anche spalmate con la “famosa” cioccolata...non io naturalmente, causa nocciole! Fantastico!

Buon inizio mese a tutti!!


Melitzanosalata con sesamo e mandorle

Per circa 2 persone
1 melanzana grande tonda
3 spicchi d'aglio
3-4 rametti di origano fresco
1 cucchiaio di aceto
1 peperoncino fresco piccante
1 cucchiaio di sesamo
una decina di mandorle pelate
olio extravergine
sale e pepe

Togliere il gambo alla melanzana, lavarla e fare 3 tagli corti ma profondi nella polpa in tre parti diverse. In questi tagli inserire l'aglio pelato. Mettere in forno a 200° e lasciar cucinare per circa 45 minuti.
Quando la polpa della melanzana è bella morbida, levare dal forno e togliere la buccia. Tagliare la polpa con il coltello e poi schiacciarla con una forchetta assieme all'aglio. Aggiungere l'aceto, il peperoncino tagliato fino, l'origano tritato, salare e pepare. Fare tostare le mandorle tagliate a lamelle (io le ho tagliate troppo grosse, la prossima volta le triterò!!) assieme al sesamo in una padella antiaderente e unire alle melanzane raffreddate. Sistemare nel piatto e condire con abbondante olio.


Anche questa ricetta è per Fabiola e la sua bellissima raccolta






Poi volevo farvi conoscere quelli che qui chiamiamo Δυόσμος (Dhiosmos) e menta. Allora vi metto la foto:
menta

dhiosmos a sinistra e menta

Tutto questo perché? Io nelle mie ricette parlo sempre di menta ma in realtà uso dhiosmos perché è molto più profumato e saporito! Ecco tutto qui!




domenica 29 agosto 2010

Cucin-arte con Kandinsky...




Quando guardo un quadro che mi piace provo la stessa sensazione di benessere, di serenità che mi avvolge ascoltando la musica, o ammirando un fiore o un paesaggio...Amo l'arte.
Mi ricordo un giorno, mentre frequentavo le scuole medie inferiori, in cui davanti alle linee di Mondrian mi sono ritrovata a commentare a voce un po’ troppo alta che sarei stata capace anch’io di fare un’opera del genere...
Il professore di artistica mi guardò malamente e mi disse: “Se la pensi così perché non provi a farla esattamente uguale, identica al 100% sulla base della stessa onda emotiva che aveva l’artista in quel momento?”
Non mi servì altro, avevo ricevuto un' importante lezione, non solamente artistica ma soprattutto umanistica: ognuno di noi è unico e si deve rispettare per quello che è...e le sue opere per quello che la sua fantasia ed il suo inconscio vogliano, con diritto, esprimere! Da quel giorno non ho più criticato né arte né artista, ed il meno possibile anche chi il pennello non sa neppure tenerlo in mano....anche se spesso ho avuto il cervello che “fumava” da quanto mi sono sforzata di capire.
Kandinsky, mi è sempre piaciuto ma non ho mai guardato le sue opere attraverso una lente d’ingrandimento..mi piace lasciarmi andare in compagnia delle sue pennellate, dei suoi accostamenti cromatici, seguendo la quiete del blu, l’espansione irrequieta del rosso, la giocosità del verde, la prorompenza vitale del giallo...
Questi panini-focaccia, realizzazione nata in questi giorni per gioco, grazie ad un contest, sono stati puro divertimento per me! Avete presente un pezzo di Didò? Ecco mi pareva di essere tornata indietro nel tempo e di giocare con i figli...Ia sola differenza è che questi panini-focaccia sono commestibilissimi, soffici, soffici e molto buoni!!
ll blu, che amo in tutte le sue tonalità, non sono riuscita a ricrearlo...non ancora ;)


Ingredienti per ogni colore

150 gr di farina 0
20 gr di semola di grano duro
50 gr di farina manitoba
140 gr tra acqua e succo delle verdure
1 cucchiaino di zucchero di canna
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di sale
4 gr di lievito di birra fresco 
verde: 
1 manciata di spinaci freschi
1 ciuffo di aneto
rosso:  
1 barbabietola rossa cruda media 
giallo:  
1 bustina di zafferano
rosato: 
1 pomodoro maturo molto rosso
qualche fogliolina di basilico
per decorare: 
usate quello che volete e che vi piace di più!

Per il pane verde ho centrifugato una manciata di spinaci assieme ad un po' di aneto poi l'ho filtrato con un colino e ho aggiunto acqua per arrivare ai 140 gr. Lo stesso procedimento ho fatto con la barbabietola rossa cruda, con il pomodoro e basilico, per lo zafferano, naturalmente l'ho sciolto in 140 gr di acqua. La rapa è la più spettacolare perché l'impasto all'inizio è bello colorato poi dopo la cottura prende il colore del pane normale!
Tutti e quattro gli impasti si fanno nello stesso procedimento, comunque per iniziare ho setacciato le farine e le ho messe nella planetaria. Ho fatto sciogliere nel succo della verdura, allungato con acqua, il lievito di birra, ed il cucchiaino di zucchero, mescolato fino a scioglimento e versato nelle farine. Ho azionato la planetaria e ho aggiunto pian piano tutti gli ingredienti. Lasciato impastare finché la pasta, morbida, non fosse più appiccicosa. Ho messo ogni impasto in un contenitore ermetico con coperchio e lasciato lievitare per circa due ore. L'ho quindi ripreso e fatto le pieghe e lasciato coperto con un canovaccio per circa 20 minuti. Quindi per ogni colore ho fatto tre palline e con le mani le ho modellate a quadrato (12 pezzi in tutto), disposte sulla placca da forno sopra la carta antiaderente  e lasciate lievitare per un'altra mezz'ora coperte con un canovaccio. Dopodiché ho decorato con melanzane, zucchine, peperoni, cipolla rossa, formaggio, pesto...insomma mi sono sbizzarrita con fantasia!
Ho infornato a 220° fino a doratura. Si possono mangiare così oppure farciti con formaggio, prosciutto....



Mi sono ispirata a quest'opera e la foto l'ho presa in internet qui

Vasilij Vasil'evič Kandinskij: Farbstudie Quadrate


Con questa ricetta partecipo al contest di Angela e Chiara Maci, Sorelle in pentola



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