sabato 10 aprile 2010

Crostata morbida ripiena




“Oh, mio Dio papà quante susine! Non posso mangiarle tutte!”
“Su, dai, prendile che vanno buttate!”

Ed io da brava figliola, metto con cura la cesta stracolma di frutti in macchina pensando: e ora che ne farò? Ne regalerò un po' ai parenti ed il gioco è fatto!! Ma poi ci ripenso e mi nasce l'idea: e se li usassi per fare marmellata? Sarà buona? L'ho fatta con le pesche, con le pere, con le prugne, con i fichi, che quelle quattro piante ne producono quantità industriali! La farò anche con le susine gialle!!! Mentre cuoce si sente un buon profumo; l'assaggio con un dito e ha un sapore speciale, quel leggero retrogusto amarognolo la rende particolare, ma buona, davvero buona.

Tutto questo è successo l'estate scorsa, ed oggi ho usato l'ultimo vasetto rimasto della marmellata di susine, sorridendo tra me e me pensando al mio papà che fra qualche mese comincerà a chiedermi di nuovo se voglio...pesche...fichi...susine...e, assaggiando la torta, mi rendo conto di essere proprio fortunata!



Ingredienti:

Per la pasta frolla:
220 gr farina bianca
35 gr fecola
125 gr burro morbido
80 gr zucchero semolato
2 uova
½ bustina vanillina
sale
buccia grattugiata di un'arancia
1 e ½ cucchiaini di lievito

per il ripieno:
marmellata di susine gialle*
200 gr ricotta
40 gr zucchero a velo
80 gr cioccolato fondente a pezzettini

Mettere sulla spianatoia la farina e la fecola ben setacciate, formare un buco al centro e versarvi le uova, il sale, la mezza bustina di vanillina, il lievito, buccia d'arancia, lo zucchero e intorno il burro a pezzettini. Con la spatola mescolare le uova con la farina e poi con le punte delle dita intridere il burro fino ad ottenere un composto omogeneo. Formare una palla, coprirla con la pellicola e lasciare riposare in frigo per mezz'ora. Nel frattempo unire: cioccolato, tagliato a pezzettini, ricotta e zucchero a velo mescolando finché il tutto non è ben amalgamato.
Imburrare e infarinare uno stampo da crostata da cm 26.
Trascorso il tempo prestabilito in frigo, prendere ¾ della pasta e col matterello stendere sulla spianatoia fino ad ottenere un'altezza di circa di 1 cm e di larghezza quanto basta per rivestire lo stampo. Collocare la pasta dentro allo stampo avendo cura di togliere quella in eccesso dal bordo, versare la marmellata, quindi sopra il composto di ricotta e cioccolato, e per ultimo il rimanente pezzo di pasta anch'esso steso ad un spessore di circa di 1 cm come coperchio. Infornare a 180°per 35-40 minuti. Lasciare raffreddare e cospargere di un leggero strato di zucchero a velo.

*per la marmellata, ho usato quella di susine fatta in casa, facendo bollire e mescolando continuamente per tre minuti 1kg di susine gialle ben lavate, snocciolate e tagliate a pezzettini, ho unito 500 gr di zucchero e una bustina di “fruttapec Cameo”. Appena pronta l'ho versata ancora bollente nei vasetti di vetro ben puliti, capovolgendoli appena chiusi per 5 minuti. Ecco pronta la marmellata.








Le verdi colline di Atene



Ogni volta che ci capita l'occasione di andare a passeggiare nel centro città, che dalla nostra casa dista una ventina di minuti con la metropolitana, cerchiamo di percorrere angoli meno conosciuti e perciò meno frequentati.
L'ultima volta ci siamo avventurati verso: la Collina delle Muse, la Collina della Pnice (Pnyka) e la Collina delle Ninfe che si trovano esattamente di fronte all'Acropoli. Nella prima, chiamata anche Collina di Filopappou, ci siamo imbattuti in quelle, che secondo la storia, si presuppone siano state le prigioni di Socrate. Eravamo al corrente della loro esistenza ma percorrendo il viale Dionysiou Aeropagitu non avevamo mai deviato per quella strada!

viale Dionysiou Aeropagitou

Non vi parlerò del grande filosofo, perché ci sono pagine e pagine di libri e di internet che abbondano per chi vuole approfondire la sua conoscenza ma vi accennerò dell'uso che ne hanno fatto, i greci, di quelle prigioni, nel secolo scorso.
Durante la seconda guerra mondiale, le più importanti opere e antichità, sia dell'Acropoli sia del Museo Nazionale, furono salvate dalle razzie del nemico tedesco perché nascoste lì e, in quelle grotte all'esterno, fu eretto un muro spesso di cemento tale da ricoprirne la facciata così da nasconderne il passaggio di entrata.




il muro di cemento eretto durante la seconda Guerra Mondiale

Questo non lo sapevamo ma, ritornando al lato filosofico della passeggiata...percorrendo i sentieri di terra battuta, in quelle verdi, ampie colline, tanto da sembrare collocate in un'altra dimensione, estranea alla cementificata Atene, mi sembrava di scorgere un uomo, di aspetto tutt'altro che bello, attorniato da giovani interessati al suo dialogare mentre girovagava assetato di sapere e alla ricerca di una verità che continuamente gli sfuggiva...”quello che so è di non sapere”...
Nella spianata della Collina della Pnice si riuniva l'assemblea del popolo (Ecclesia) di Atene ed era anche il luogo preferito dai grandi oratori greci.
Per finire la Collina delle Ninfe dove si trova il vecchio osservatorio e poco oltre la sede dell'Istituto Geodinamico.

Collina delle Muse e monumento di Fillopappou

Collina della Pnice



Acropoli e Licabetto

Licabetto

Collina delle Ninfe e vecchio osservatorio

Panorama: sullo sfondo l'isola di Egina nel Golfo Saronico


giovedì 8 aprile 2010

Torta finissima di mele




Questa torta finissima di mele si cucina nella nostra famiglia da tanti anni...da quando la famosa ditta “Cameo” la pubblicò in un ricettario di dolci. Il libretto ormai ha le pagine tutte incollate dalle gocce di impasti che sono schizzate dei primissimi esperimenti di cucina di mia sorella. Ancora oggi fa parte dei nostri ricettari preferiti; io adorando le torte di mele, ho dato un posto d'onore anche a questa semplice e gustosa torta, che sono sicura vi piacerà.




Ingredienti:

125 gr di burro
125 gr di zucchero
1 bustina di zucchero vanigliato (io metto vanillina)
2 uova
1 fialetta di aroma limone (o meglio una buccia grattugiata di un limone)
1 presa di sale
50 gr di frumina
200 gr di farina bianca
3-4 mele di media grandezza(io ne uso 4 perché le metto abbastanza vicine)
2 cucchiaini di lievito in polvere per dolci
latte quanto basta

Montare a crema il burro morbido. Aggiungere lo zucchero, gli aromi, le uova e continuare a sbattere, il sale e a cucchiaiate la farina setacciata con la frumina ed il lievito. Per ultimo il latte quanto basta per avere un impasto morbido e soffice.
Versare in uno stampo per dolci imburrato e infarinato e disporre sopra (premendo leggermente un po' nell'impasto) le mele tagliate a quarti e con le fettine “segnate”. Nella foto si può vedere; in pratica si taglia a fettine il quarto di mela senza arrivare in fondo che resterà unito. Io per questa torta scelgo le mele golden delicious, succose, aromaticamente dolci ma con una delicata acidità.
Infornare a 180° per 35-40 minuti quindi lasciare raffreddare e spolverare con lo zucchero a velo. Buon appetito.


mercoledì 7 aprile 2010

Spanakopita

Spanakopita; già la parola lascia intendere qual'è l'ingrediente principale di questa "pita" (focaccia): gli spinaci. Ma volendo essere più pignoletti dovrebbe essere chiamata: spanako-feta-pita per la presenza dell'immancabile feta, il fresco, gustoso e piccantino formaggio greco, che io, in questa versione, ho addolcito con la ricotta.



Ingredienti per circa 6 persone

300 gr di pasta fillo
500 gr di spinaci freschi
200 gr di feta
200 gr di ricotta
3 cipollotti freschi
½ mazzetto di aneto
1 uovo
sale e pepe
olio extravergine di oliva

Tagliare a piccoli pezzi i cipollotti freschi e farli rosolare in una casseruola con un filo d'olio. Aggiungere gli spinaci, tagliati non troppo fini, il sale e l'aneto. Fare asciugare per qualche minuto quindi spegnere il fuoco e lasciare intiepidire. Nel frattempo schiacciare con la forchetta sia la feta che la ricotta, amalgamare, aggiungere l'uovo sbattuto per poco, il sale ed il pepe e mettere assieme agli spinaci mescolando bene.
Quindi, con il pennello da cucina, oliare una pirofila da forno e mettere alla base il primo strato di pasta fillo. Poi, sempre col pennello, oliare e mettere un altro strato e continuare così per metà della quantità disponibile che abbiamo di pasta fillo.
Versare sopra il composto di spinaci e ripetere l'operazione: pasta fillo-oliare-pasta fillo-oliare...fino alla fine. L'ultimo strato l'ho cosparso di sesamo ma dipende dai gusti! Con il coltello affilato segnare già le porzioni prima di mettere nel forno in modo che, a cottura avvenuta, tagliando, non si sbricioli tutta.
Infornare per circa 40 minuti a 180°-190°. Coprire con carta da forno se si scurisce troppo.

Pasta fillo casalinga




Ingredienti per circa 300 gr.


200 gr di farina (11,7 % di proteine)
100 gr di acqua calda
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
sale.


La sera prima dell'utilizzo della pasta fillo; mettere la farina in una terrina e fare un buco al centro, aggiungere l'olio, il sale e pian piano l'acqua calda finché l'impasto sarà sul morbido ma assolutamente non appiccicoso (regolatevi con l'acqua).
Impastare per una quindicina di minuti sino ad ottenere un impasto liscio, formare una palla, e mettere in un contenitore di plastica con coperchio quindi riporre in frigorifero fino al giorno dopo.


Il giorno seguente, circa un'ora prima dell'uso, dividere l'impasto in due pezzi, schiacciarlo un po' con le mani e, aiutandosi con la farina, tirarlo a sfoglie con la macchina “tirapasta” partendo dalla tacca nr.1 e arrivando alla nr.7. Arrivati al nr. 7 passarla 2 volte facendo attenzione che stia bella distesa in modo da non creare tante pieghe che la ingrosserebbero di spessore! 
La pasta fillo è pronta.


martedì 6 aprile 2010

Atene in fiore...



Lunedì di pasquetta, abbiamo pensato di girovagare un po' per il centro di Atene. Ne approfittiamo sempre quando ci sono le vacanze per le festività e parecchi ateniesi vanno fuori città lasciando strade quasi deserte ed una città piacevolissima da esplorare! Poi in questi giorni il tempo è sempre stato bello ma generalmente lo è sempre in questo periodo: un cielo azzurro incredibile e temperature che superano i 23°. Un peccato rimanere in casa! Unica “pecca”? Musei e siti archeologici prevalentemente chiusi per la Pasqua.

parte della facciata del teatro di Erode e Partenone sullo sfondo

Agave e rosmarino



Finocchietto selvatico

Glicine...contorsionista

Cercis o "albero di Giuda" gigante

il gelataio

venditore di mais arrostito

il calesse








lunedì 5 aprile 2010

Tagliatelle al tonno e peperoni





Ingredienti per 4 persone
il sugo:

1 scatola grande di tonno (160 gr)
mezzo peperone rosso
1 spicchio grande di aglio
olio extravergine di oliva
prezzemolo e origano fresco o secco
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
sale e pepe

le tagliatelle:
 
200 gr farina bianca 00
200 gr semola di grano duro
4 uova
sale

Per le tagliatelle: unisco e setaccio le due farine, le dispongo a fontana sulla spianatoia, faccio un buco al centro dove metto le uova e due pizzichi di sale.  Impasto molto bene finché la pasta non è bella liscia. Poi divido in pezzi, li schiaccio un po' con la mano, li passo nel rullo della macchina “tirapasta” apposita iniziando dalla tacca più larga (il nr.1) e continuo così fino ad arrivare al numero 5.
Taglio con un coltello le sfoglie a pezzi di circa 40 cm di lunghezza le lascio asciugare un po' distese su una tovaglia e quindi le passo, sempre a macchina, con la lama per tagliare le tagliatelle. É importante che non si asciughino troppo prima di fare questa operazione altrimenti non riusciremo ad introdurle nella macchina per tagliarle. Se  tendono ad incollarsi una con l'altra le cospargo con un po' di farina gialla.

Per il sugo:
lo preparo al momento, finché aspetto che l'acqua per cucinare le tagliatelle inizi a bollire. In una padella metto un filo di olio d'oliva, l'aglio schiacciato e tritato  fino fino (si può anche mettere intero e poi togliere se si preferisce un sottile profumo di aglio)  i peperoni tagliati a fettine sottili e lascio rosolare. Aggiungo il tonno ben sgocciolato e un cucchiaio di concentrato di pomodoro sciolto in due o tre cucchiai di acqua bollente, sale e pepe. Attendo qualche secondo che l'acqua si asciughi nel sugo e quindi metto il prezzemolo e l'origano tritati..ed è pronto.
Metto a cucinare le tagliatelle nell'acqua bollente salata e attendo un paio di minuti che siano pronte, quindi le scolo e le verso nella padella del sugo facendole saltare un po'...e buon appetito!

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