venerdì 2 aprile 2010

Simboli pasquali


Colorare o dipingere le uova per noi ha sempre avuto il significato di un bellissimo gioco creativo da fare in compagnia dei nostri figli e, di conseguenza, un pretesto in più per far lavorare la fantasia! Anche se lontani, io qui, i figli ( che a loro volta stanno insegnando ai loro figli queste piccole tradizioni) e sorella in Italia, non manchiamo di condividerci anche questo!
Da piccola mi ricordo che la mamma, o la nonna, ci mandavano, noi fratelli, nei campi a raccogliere un erba che sinceramente non ricordo più cos'era e la facevamo bollire assieme alle uova. Oltre a queste foglie usavamo bucce di cipolla per averle di un altro "indefinito" colore giallognolo... Oggigiorno i modi per decorarle sono moltissimi, noi abbiamo pensato di: dipingerle, alcune con pennello e colori naturali, come la curcuma diluita con un po' d'acqua o il succo di rapa rossa, e altre di bollirle (prima abbiamo passato attorno dello spago ed inserito alcune foglioline,) assieme ad un miscuglio di erbe da cucina essiccate.





Il pane di mamma Irene..


Il pane pasquale non è altro che normale pane (una ricetta la potrete trovare qui ) solamente un po' più zuccherato, con delle decorazioni e l'immancabile uovo inserito al centro che, in Grecia, è prevalentemente di colore rosso acceso.
Per renderlo ancora più appetibile va spennellato con l'uovo sbattuto prima d'infornare.
Di solito qui non cucinano tre-quattro uova come noi...ma tante perché solitamente questa festa raduna parecchi nuclei famigliari. Dopo pranzo perciò ogni commensale prende un uovo sodo, bello rosso e lucido, e lo sbatte contro quello di un altro; il più duro, cioè quello che non si romperà, porterà tanta fortuna alla persona che lo tiene in mano!





Orié e Ornella vi augurano di trascorrere una Pasqua serena!!

mercoledì 31 marzo 2010

Agnello o capretto avgolemono



Non ho mai mangiato agnello o capretto in vita mia...per questo vengo vista qui come una specie di marziana che viene da chissà quale mondo. L'ho sempre cucinato per altri, ricevendo tanti complimenti, ma io non l'ho mai assaggiato. Perciò per gustare questa ricetta la “confeziono” a mio gusto e cioè usando vitello o maiale. Comunque sia è gustosissima!



Ingredienti per 3-4 persone circa:

600 gr circa di capretto o agnello a pezzi
4-5 cucchiai di olio extravergine di oliva
4 cipollotti freschi
mezzo mazzetto di aneto fresco
1  cespo piccolo di lattuga romana
mezzo mazzetto di prezzemolo
4 carciofi
sale
pepe
acqua calda quanto basta

per la salsa avgolemono:

1 uovo
il succo di mezzo limone

Mettiamo la carne a rosolare in una casseruola con l'olio. Tagliamo i cipollotti freschi a pezzetti e aggiungiamoli alla carne lasciando rosolare assieme, insaporiamo con sale e pepe. Versiamo l'acqua calda e lasciamo cuocere per mezz'ora poi aggiungiamo i carciofi puliti passati col limone (per non farli annerire) e tagliati a quarti. Dopo una quindicina di minuti aggiungiamo l'insalata tagliata a pezzi non tanto fini e l'aneto assieme al prezzemolo tritati. Cuociamo la carne finché non sarà tenera e il brodo non si sarà quasi del tutto asciugato.
A questo punto prepariamo la salsa avgolemono : sbattiamo l'albume a neve, aggiungiamo il tuorlo sempre sbattendo, il succo del limone e circa mezzo mestolo del liquido che sarà rimasto nella casseruola. Versiamo immediatamente sulla carne e ritiriamo subito dal fuoco perché altrimenti la salsa diventa troppo liquida, cioè “impazzisce" e serviamo subito.

martedì 30 marzo 2010

Pane con sesamo: koulouri





Questi favolosi spezza-fame si possono trovare e gustare in ogni via, in ogni piazza e addirittura, in estate, in tante spiagge, di tutta la Grecia! Di solito sono i venditori ambulanti, che con grosse ceste attrezzano “alla meglio” qualche piccolo tavolino oppure un carrello da supermercato, ad avere l'esclusiva della piazza ma si possono acquistare anche nei panifici.





Ingredienti per 6 koulouria (plurale di koulouri):

250 gr farina (io ho usato a 11 % di proteine)
100 gr farina di semola di grano duro
15 gr di lievito di birra fresco
200 gr di latte intero o acqua *
2 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini di sale
2 cucchiai di olio di sesamo (se è difficile trovarlo mettete olio di semi)
semi di sesamo q.b.

* se si vuole ottenere  koulouria croccanti mettere acqua. Se invece preferite morbido mettere latte.

Facciamo sciogliere il lievito nel latte (o acqua) tiepido con lo zucchero. Setacciamo insieme le due farine, mettiamole in una terrina e facciamo un buco al centro. Versiamo il latte (o acqua) con il lievito, l'olio di sesamo cominciamo ad impastare sempre al centro incorporando un po' alla volta la farina. Per ultimo mettiamo il sale e impastiamo finché l'impasto non sarà ben liscio.
Copriamo la terrina con la pellicola e lasciamo lievitare al caldo fino al raddoppio, circa un' ora e mezza/ due.
Trascorso il tempo necessario sgonfiamo e impastiamo un po' l'impasto, quindi lo dividiamo in 6 pezzi e sulla spianatoia formiamo dei rotolini grossi quanto un dito e lunghi pressapoco 40 cm. che andremo a saldare da un'estremità all'altra. Quindi immergiamoli un secondo dentro a dell'acqua e passiamoli nel sesamo in modo che si ricoprono in tutta la superficie: sotto e anche sopra. Mettiamoli su due teglie coperte da carta antiaderente da forno, uno distante dall'altro (3 e 3) copriamo con un canovaccio e lasciamo lievitare al caldo.
Inforniamo a 200° per circa 25-30 minuti.

Una domenica a Monastiraki



Il mercatino delle pulci di Londra l'ho solo sentito nominare perciò non so se assomiglia (qualcuno ce lo dirà?) o non ha nulla a che vedere con quello che si svolge ogni domenica mattina a Thissio, vicino a Monastiraki e al sito archeologico di Keramikos.
Di certo quello ateniese è un coloratissimo, simpatico ritrovo di persone di qualunque etnia e una miscellanea di oggetti di qualsiasi tipo; nemmeno si può lontanamente immaginare! Ogni domenica lo spazio che occupano per vendere le loro cose è maggiore delle precedenti, due-tre ore non bastano per girarlo tutto!
Qui si può trovare tutto l'usato possibile: dagli oggetti antichi a quelli più moderni, vestiario, elettronica, effetti personali antichi, foto di matrimoni e di figli, bottiglie di liquore o profumi mezze piene o vuote ...
Domenica scorsa, mentre tentavamo di percorrere una delle vie che lo ospitano, non abbiamo potuto fare a meno di ascoltare la conversazione tra delle persone intente ad acquistare delle scarpe da un venditore che però le aveva tutte spaiate.
Dopo varie difficoltà di comprensione a causa della diversa lingua parlata, alla fine hanno chiesto: “Ma dimmi dov'è l'altra scarpa?” e la risposta: “Dovete rivolgervi ad un altro che è più giù...”






Piazza di Monastiraki

Scorcio dell'Acropoli dalla Piazza di Monastiraki:

sito archeologico di Keramikos

domenica 28 marzo 2010

Colomba pasquale


“Tra la dea Atena e il dio Poseidone c'era una contesa in atto: il nome di una città, e sarebbero stati gli stessi abitanti a prendere la decisione finale. Così si misero all'opera; Poseidone con il suo tridente fece sgorgare l'acqua come prova e “per prendere voti”mentre Atena piantò un albero di ulivo, anch'essa ovviamente per lo stesso motivo.
I futuri ateniesi apprezzarono maggiormente il dono della dea perché avrebbe procurato loro olio, cibo e legno perciò da quel giorno la città venne chiamata: Atene.”
Gli dei se ne stanno ormai tranquilli da secoli nel loro monte Olimpo, lontani dal pensiero degli uomini ma se ritornasse Atena e facesse dono di un altro ulivo credo che sarebbe “eletta” nuovamente, perché? L'ulivo è considerato qui ancor oggi un dono grande, insostituibile. Non c'è nulla qui i Grecia che non prenda un filo d'olio; dolce o salato, crudo o cotto...anch'io mi sono talmente abituata, come un rituale propiziatorio a metterne, poco ma ovunque.
Perciò, poteva mai la mia colomba pasquale esserne priva?





Ingredienti:

480 gr di farina (io ne ho usata una con 11,7% di proteine) *
300 gr manitoba
180 gr di latte intero
1 cucchiaio di miele
20 gr lievito di birra
2 uova intere e 2 tuorli
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
80 gr di burro
80 gr di yogurt greco
150 gr di zucchero
1 cucchiaino da the di sale
un po' di essenza di vaniglia o vanillina
scorza grattugiata di un'arancia
100 gr di uvetta o 125 gr di gocce di cioccolato

per la glassa:

50 gr di mandorle tritate
50 gr di noci tritate
50 gr di zucchero a velo
2 albumi
delle mandorle intere
2 stampi per colomba da ½ kg.*

* mia sorella ha usato tutta manitoba, dato che non ha trovato la dicitura delle proteine scritta su nessun pacchetto di farina, comunque ha ottenuto un ottimo risultato!
*Se non trovate gli appositi stampi, comperate due teglie di alluminio (usa e getta) al supermercato di circa 30x20 e modellatele con le mani a forma di  colomba.

Fare sciogliere il lievito nel latte tiepido con il cucchiaio di miele. Mentre riposa un po' pesare e preparare tutti gli ingredienti, tranne quelli per la glassa. Sbattere le uova con lo zucchero ma tenere da parte i 2 albumi (a temperatura ambiente) per la copertura.
Setacciare le due farine, metterle in una terrina capiente (per avere più libertà di maneggiare l'impasto) e nel centro versarvi il latte, lo yogurt, le uova e cominciare ad impastare. Aggiungere la buccia d'arancia ed il sale. Quando tutto è incorporato aggiungere il burro morbido con l'olio. Questa è la parte più laboriosa perché si deve impastare molto bene finché l'impasto non ha assorbito tutto il burro e l'olio (l'ideale sarebbe con l'impastatrice o la macchina del pane ma senza, chiudete le mani a pugno e impastate con forza) dopodiché formare una palla e riporla a lievitare al caldo coperta col cellophane per 2-3 ore o più, finché non è quasi triplicata.
Passato questo tempo sgonfiare l'impasto e aggiungerci l'uvetta, (o se non piace mettete la cioccolata)precedentemente messa in ammollo, ben lavata e strizzata, incorporandola ben bene.
Quindi dividere l'impasto in due e disporlo nei rispettivi stampi, imburrati, coprire con un canovaccio e lasciare lievitare per altre 2-3 ore finché non è lievitato e raggiunge il bordo.
A questo punto, accendere il forno a 200° e preparare la glassa. Montare quasi a neve gli albumi con lo zucchero a velo, aggiungere le noci e le mandorle tritate e distribuire sulla superficie della colomba. Guarnire con le mandorle intere.
Infornare per circa 10 minuti a 200° poi abbassare a 180°, coprire con carta da forno perché non si bruci in superficie e lasciare per 35-40 minuti.

E qui le bellissime colombe di mia sorella Orié:











Delfi: l'ombelico del mondo



Delfi o Delphi è un piccolo paese situato sulle pendici del monte Parnaso (si pronuncia Parnassòs) ed è famoso per uno dei siti archeologici più importanti di quella zona. Anticamente veniva considerato “l'ombelico del mondo” perché, secondo la leggenda, proprio in questo luogo sarebbero atterrate due aquile fatte precedentemente volare da Zeus per controllare appunto dove si trovasse il centro della terra. Qui sorse il tempio del dio Apollo venerato con il suo oracolo: “l'oracolo di Delfi”.
Sempre a Delfi furono iniziati i “giochi pitici” circa nel 500 a.C. che si disputavano ogni quattro anni e furono i precursori dei giochi olimpici.
Oltre che essere interessante archeologicamente, Delfi è un paese situato in un luogo molto bello perché ha: alle spalle il monte Parnaso e davanti una verde vallata di ulivi che al primo sguardo sembra un grande lago argentato. É considerato un bene protetto dall'UNESCO.

il teatro

Il tempio di Apollo (dove c'era anche  l'oracolo)

Lo stadio

le colonne del tempio di Apollo

Il tesoro degli ateniesi

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