venerdì 26 marzo 2010

Centrotavola pasquale


A casa mia i fiori non mancano mai, sia perché ho un'infinità di piante in vaso, sia perché ne raccolgo di spontanei durante le mie passeggiate. In questo periodo però la neve ricopre ancora gran parte del terreno e per le “primizie floreali spontanee” bisognerà attendere ancora un po'.
Un'altra cosa che non manca mai, in nessuno dei miei centrotavola, è qualche candela. Trovo che la luce che emanano sia calda come un abbraccio che avvolge sia la tavola che i commensali. Ma a Pasqua prendono un valore speciale per me, per noi, perché questo grande abbraccio arriva fino ad Atene e viceversa...
Mia sorella mi ha spiegato che: in Grecia un giorno della Settimana Santa un gran numero di preti e vescovi ortodossi salgono su un aeroplano e vanno a Gerusalemme nel luogo dove, secondo tradizione cristiana, ci sarebbe la tomba di Gesù a prendere il fuoco sacro e portarlo in patria. Con questo fuoco si accenderanno le candele in tutte le chiese della nazione greca. Il sabato santo, durante la liturgia serale, ogni persona va in chiesa con la propria candela, che può essere semplice o decorata a piacere, e a mezzanotte l'accende con il fuoco sacro. Dopodiché al rientro nella propria abitazione deve fare la massima attenzione affinché non si spenga la fiamma!
Davanti al portone si disegna virtualmente una croce e dentro la casa, sempre con la candela accesa, si benedice ogni stanza.
Poi si può anche spegnere...Ecco perché in mezzo a tanti fiori profumati ho inserito delle candele bianche; il colore della purezza per accendere il simbolo della resurrezione e dare un abbraccio virtuale a chi è lontano!



Per questi due centrotavola, che ho poi avvicinato, ho usato contenitori di latta capaci di trattenere l'acqua, dentro ho inserito la spugna precedentemente bagnata. I fiori che ho usato sono: giacinti, azalea, elleboro, primule, tulipani bianchi, cymbidium (orchidea) dato che ho la fortuna averne uno bellissimo fiorito in questo momento.




Per il verde ho usato foglie di: galax(comperato in fioreria) edera, elleboro ed euonimus (l'ho “scovato”nel mio giardino e  con il freddo è diventato rosa) poi, per ultimo, due rami di kiwi dalla coltivazione di papà. Poi le candele e qualche ovetto di plastica colorato qua e là..


     

giovedì 25 marzo 2010

Antipasti


Uno tira l'altro. É sempre così quando ci troviamo davanti a tanti sfiziosi bocconcini. Per la verità qui a casa nostra sono rare le volte che appaiono in tavola; a Natale, nei pranzetti con amici e parenti, a Pasqua...Ed è per questa, ormai prossima, festa che sono già in sperimentazione culinaria...



Per 8 mini panini:

50 gr di manitoba
50 gr di farina integrale
3 gr di lievito di birra fresco
55-60 gr di acqua tiepida
½ cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio di semi di sesamo
8 pomodorini ciliegino
40 gr di feta
40 gr di ricotta
sale e pepe
menta fresca qualche fogliolina
origano fresco un piccolo rametto
aneto fresco un ciuffetto
olio extravergine di oliva

Setacciamo insieme le farine, mettiamole in una terrina e in mezzo versiamoci l'acqua tiepida in cui abbiamo sciolto il lievito e il mezzo cucchiaino di zucchero. Cominciamo ad impastare aggiungendo l'olio di sesamo e i semi. Lavoriamo bene e formiamo una palla che metteremo a lievitare, coperta con la pellicola al caldo, finché non avrà raddoppiato il suo volume.
Quando è pronta la re-impastiamo velocemente e formiamo delle palline grosse pressapoco grandi come una noce (8 pezzi) e lasciamole lievitare coperte per circa mezz'ora. Quindi con il dito facciamo un buco al centro (serve per non farle lievitare troppo in altezza!) e mettiamole in forno caldo a 200° finché non sono cotte, circa 20 minuti, più o meno.
Intanto prepariamo la farcitura; schiacciamo con una forchetta la feta con la ricotta, l'olio e gli aromi tritati, pepe, amalgamando ben bene. Laviamo i pomodorini, tagliamo loro la calottina e con un cucchiaino scaviamoli per togliere i semi e la polpa, nonché il liquido abbondante che hanno e riempiamoli con il composto.
Tagliamo un po' di calotta anche ai panini, spingiamo un po' sul fondo (o togliamo)la mollica e infiliamoci i pomodorini farciti.


peynirli prima della cottura

Per il ripieno dei peynirli (circa 14 pz):

pasta sfoglia *
200 gr di carne di maiale
1 cipolla piccola 
2 cucchiai di olio di sesamo
1 cucchiaino da the di senape
un po' di zenzero grattugiato
sale e pepe
120 gr di latte
20 gr di farina di riso
erba cipollina
30 gr di ricotta
½ uovo sbattuto
sale e pepe

Tagliamo a listarelle (2x1 cm)la carne. In una padella facciamo soffriggere un po' la cipolla tritata nell'olio di sesamo. Aggiungiamo la carne e facciamola rosolare e quando è bella arrostita bagniamola con mezzo bicchiere di acqua in cui avremo sciolto il cucchiaino di senape. Lasciamo evaporare, saliamo, pepiamo e ritiriamo dal fuoco.
In un'altra padella facciamo bollire il latte assieme alla farina di riso. Dopo due minuti di bollitura spegniamo e lasciamo intiepidire. Quindi incorporiamo la ricotta, il mezzo uovo precedentemente sbattuto, sale, pepe e un po' di erba cipollina tritata. Sbattiamo con una frusta e aggiungiamo la carne. Tagliamo a quadrati la pasta sfoglia (dagli 8 ai 10 cm circa di lato) e mettiamo il ripieno avvolgendo ai lati in modo da chiudere (come nella foto)
Mettiamo in forno a 200° finché non saranno belli dorati.

* Avevo a disposizione una confezione da 500 gr di pasta sfoglia e ne ho usato circa metà per i peynirli ed il resto per le mini tiropite.

mini titopite

Per le mini tiropite (circa 15-16 pz)

pasta sfoglia
120 gr di latte
20 gr di semolino
60 gr di feta
½ uovo
pepe
semi di sesamo

Mettiamo a scaldare il latte e non appena comincia a bollire versiamoci il semolino e lasciamo cuocere per qualche minuto. Quindi togliamo dal fuoco e quando è un po' raffreddato frulliamo con l'uovo il pepe e la feta.
Con questo composto farciamo, sempre quadrati di circa 8x8 cm. di pasta sfoglia in questo modo: mettiamone un cucchiaino di the al centro del quadrato e chiudiamo a libro per intenderci, saldando con le mani i contorni. Spennelliamo di acqua e cospargiamo di sesamo.
Sempre in forno caldo a 200° finché non sono belle dorate.






martedì 23 marzo 2010

Torta di mele


Adoro le torte di mele! Il profumo che emana una torta di mele appena sfornata è per me unico....non appena l'ho cucinata per la prima volta, circa un anno fa, questa semplice ricetta è entrata subito  da "vip" nel mio “diario di cucina”! E' perfetta; buona, morbida e profumata...Ve la voglio far assaggiare e alla persona che ha creato questa ricetta, Annalisa Spisni, i miei più golosi complimenti!




Ingredienti :

500 gr di mele
150gr burro
150gr farina
150gr zucchero
4 uova
1/2 bustina lievito
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di un limone

Sciogliere il burro in un pentolino a fiamma bassa (non deve mai bollire), oppure a bagnomaria. Sbattere le uova con lo zucchero ed il sale finché non sono ben montate e gonfie. In una terrina sbucciare e tagliare a dadini le mele, versarci sopra il burro sciolto, la farina setacciata con il lievito e la buccia grattugiata del limone. Mescolare bene finché la farina non avrà assorbito tutto il burro e non sarà ben amalgamata alle mele, fatto questo aggiungere le uova precedentemente sbattute ed incorporare bene. Imburrare e infarinare lo stampo versare il composto in forno per circa 40 minuti a 180°.



domenica 21 marzo 2010

Moussaka


Sono certa che questo piatto non necessita di presentazione, dato che è forse uno dei simboli più conosciuti nel mondo per quanto riguarda la cucina greca, assieme alla feta, all'ouzo...



 
Ingredienti:

600 gr di carne macinata di agnello (o 400 manzo e 200 maiale)
3 patate medie
2 melanzane
1 cipolla e 1 spicchio d'aglio
3-4 pomodori freschi maturi o 250 gr di passata di pomodoro
1 stecca di cannella
1 foglia di alloro
½ bicchiere di vino (bianco se agnello, rosso se manzo e maiale)
sale e pepe
un po' di prezzemolo
un po' di origano fresco o secco
¾ di una tazza da the di olio extravergine di oliva
  
per la besciamella:

80 gr di burro
100 gr di farina
1 litro di latte
sale
noce moscata grattugiata

Il giorno prima di preparare il moussaka, metto le patate, lavate bene e con la buccia, in acqua fredda salata e faccio bollire fino a cottura. Le tolgo dall'acqua e le lascio così fino al giorno dopo.
Tutto ciò per tagliarle a fette quasi perfette, cosa che sarebbe impossibile da calde.
Innanzi tutto premetto che cerco di preparare questa, ma in genere ogni pietanza, usando il minimo indispensabile sia di olio che di burro e preferisco non friggere per non ritrovarmi con due dita di unto nella terrina dopo la cottura.
Questo vale soprattutto per le melanzane che taglio dello spessore di circa ½ cm e quindi non friggo ma cucino alla piastra o al forno, come preferite, ma senza olio.
Non le metto nemmeno sotto sale per far perdere il liquido amarognolo perché a me piacciono così, con il loro sapore naturale piccantino. L'importante è che siano ben cotte e asciutte.
Andiamo con la preparazione del moussaka.
Tritiamo la cipolla e uno spicchio d'aglio e rosoliamo nell'olio caldo (tenendone da parte un po' per ungere la teglia e per condire le melanzane), aggiungiamo la carne tritata e facciamo rosolare anche questa per bene. Bagniamo con il vino e lasciamo evaporare. Insaporiamo con il sale, il pepe, l'alloro e la stecca di cannella, quindi i pomodori freschi, senza la buccia, tritati o la passata di pomodoro. Aggiungiamo acqua calda quanto basta ( se si asciuga troppo durante la cottura aggiungere ancora liquido) e lasciamo cuocere il ragù per circa un'ora e mezza a fuoco basso finché non sarà ben asciutto.
Ungiamo con un poco d'olio una pirofila da forno, per primo mettiamo uno strato di patate tagliate a fettine, cospargiamo di origano fresco tritato, sale e pepe.
Poi facciamo uno strato di melanzane e sopra il prezzemolo tritato. Condiamo con un filo d'olio.
Quindi mettiamo il ragù di carne, una manciata di parmigiano e per ultimo strato la besciamella.
Per fare la besciamella io metto nella casseruola sul fuoco il burro a sciogliere, poi aggiungo la farina e mescolo sempre con la frusta. Verso il latte un po' alla volta ma non ne aggiungo altro se prima il composto non è privo di grumi e ben amalgamato. Quando ho aggiunto tutto il latte e comincia a bollire metto sale, pepe ed un po' di noce moscata grattugiata.
Inforno a 200° finché non fa la crosticina ben dorata sopra.

Pane benedetto: "Artos"



In occasione della festa del Santo Patrono di qualsiasi paesetto, città,  isola della Grecia si prepara questo tipo di pane rotondo aromatizzato con semi di anice. Le donne lo impastano con cura, con ingredienti genuini; nei piccoli paesi e sulle isole si cucina ancora nel forno a legna. Nel contesto religioso per essere considerato “Artos”, cioè pane santo o benedetto, prima della cottura deve essere stampato, con l'apposito stampo, con delle espressioni religiose sopra. La tradizione impone anche il rituale della recita di una preghiera mentre si impasta perché, il pane, diventerà il simbolo del "corpo di Cristo".
L'etimologia di Artos proviene dal greco katharevousa ed è usato oggi principalmente per specificare questo pane benedetto ma anche per indicare il semplice pane o per la parola composta : artopolio, cioè rivendita di pane.

tipo di stampo 


Il giorno della cerimonia, fuori dalla chiesa, il piccolo altare trabocca di fragranti pani, dato che ogni nucleo familiare ne porta uno. Sopra ad ogni pagnotta di pane c'è un bigliettino scritto dalla donna che lo ha preparato con il nome di tutti i componenti della sua famiglia. Il prete leggerà uno ad uno questi nomi e li benedirà. C'è un andirivieni di “gonne”, un gran alternarsi di mani sopra l'Artos che spostano di qua, di là, sopra, sotto ma lo scopo è solo uno: che tutta la comunità veda il proprio pane, come al proprio figlio: il più bello di tutti, il più benedetto!


La benedizione dell'Artos presso il santuario di Episkopì a Sikinos

Sulle isole dopo la celebrazione della messa si fa festa con loukoumades (frittelle con sciroppo) e ouzo. Spesso si balla e si canta..




Ingredienti per un Artos da ½ kg:

150 gr farina 0
150 gr manitoba
160-170 gr acqua tiepida
6 gr lievito di birra secco o 15 gr di fresco
12 gr di zucchero
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaio di semi di anice
½ bicchierino di ouzo (o liquore all'anice)
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
un pizzico di mastika e uno di machlepi* (facoltativi)

* la mastika è una resina che si ricava dall'albero di “Pistacia lentiscus” presente soprattutto sull'isola di Chios. Mentre: machlepi sono i semi estratti dal nocciolo del “Prunus mahaleb”.
Ho scritto “facoltativi” perché non sono al corrente della loro reperibilità nei negozi italiani.

Setacciamo le farine. Sciogliamo il lievito nell'acqua tiepida (iniziamo con 160 gr e aggiungiamo il resto solo se occorre, l'impasto non deve essere né troppo duro né troppo appiccicoso) con il miele e lo zucchero, mescoliamo per farlo sciogliere e, lasciamolo un po' da parte finché non prepariamo o pesiamo tutti gli altri ingredienti.
Fatto questo iniziamo col mettere la farina in una terrina, facciamo un buco la centro e versiamoci l'acqua con il lievito, il miele e lo zucchero, le spezie, l' ouzo e cominciamo ad incorporare un po' alla volta la farina. Dopo un po' mettiamo l'olio e per ultimo il sale.
Impastiamo bene e a lungo. Io “sento” quando la pasta è pronta..sembra leggera e al tatto pare che cominci a lievitare. É una sensazione che si acquisisce con la pratica!
Arrivate a questo punto formiamo una palla e la lasciamo lievitare, coperto con la pellicola, per circa due ore o più, finché non è raddoppiato.
Trascorso questo tempo impastiamo velocemente e brevemente, diamo all'impasto la forma di una pagnotta schiacciata, copriamola e lasciamola lievitare per un'altra ora al caldo.
Poi, siccome a noi piace molto e non lo preparo per scopi religiosi l'ho inciso con una lama affilata a fantasia mia!
Infornate a 220° per 10 minuti poi a 180° per circa 30 minuti.
É ottimo gustato sia così, come “dolce-non-troppo-dolce” o per la colazione del mattino con burro e marmellata.










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