sabato 6 marzo 2010

8 marzo: Festa della donna





Ho scelto di preparare per la festa della donna un dolce semplice ma molto gustoso...l'ho “cosparso” di camelie, calle e mimose di pasta frolla....per augurare a tutte le donne una vita meravigliosamente ricca di “sapori e di colori”...

Ingredienti per la pasta frolla:
  • 300 gr di farina bianca
  • 60 gr di fecola
  • 120 gr di zucchero
  • 180 gr di burro morbido
  • 4 tuorli (3 se grandi)
  • 1 bustina di vanillina
  • sale
  • buccia di limone grattugiata
Crema bianca alla panna(senza uova)
  • 200 ml panna liquida
  • 300 ml latte
  • 20 gr maizena
  • 40 gr farina bianca
  • 100 gr di zucchero
  • buccia di limone
Ho setacciato farina e fecola assieme e le ho versate sulla spianatoia facendo un buco al centro: qui ho messo lo zucchero, i tuorli, la vanillina, il sale, la buccia di limone grattugiata e tutto intorno ho sistemato il burro morbido a pezzetti. Con la spatola ho incorporato le uova, poi con le mani ho cominciato ad impastare incorporando il burro dai bordi, sbriciolandolo. Ho impastato il tutto velocemente e messo a riposare la pasta in frigo per mezz'ora ricoperta con la pellicola.
Nel frattempo ho iniziato a preparare la crema. In una casseruola ho riscaldato assieme latte e panna, aggiungendo a pioggia la farina setacciata con la maizena e lo zucchero sempre mescolando bene per evitare grumi. Quando la crema ha cominciato a bollire ho spento il fuoco e profumato con le bucce di limone (che ho tolto prima di versare il composto nella crostata) e lasciato raffreddare. Ho imburrato e infarinato bene lo stampo da crostate, usando pane grattugiato o farina di mais o semolino...come preferite. Con un mattarello ho steso 3/4 circa della pasta (tenendone da parte ¼ abbondante per la decorazione) e con essa ho rivestito base e bordi dello stampo. Poi ho versato la crema fredda e quindi ho iniziato la decorazione floreale, in questo caso a tema “festa della donna” con prevalenza di mimosa.
Infornare per 40 minuti a 175°.
 come si presentava prima di essere cucinata
 


venerdì 5 marzo 2010

Verdure ripiene “gemista”





Si pronuncia “ghemistà” ed è un ottimo piatto servito sia da solo o accompagnato dall'immancabile feta. Solitamente è considerato piatto unico. Come avrete notato la menta, che qui chiamano “dhiosmos”, è molto usata in cucina. Avrete anche osservato che nelle mie ricette parlo spesso e volentieri di cucchiai, cucchiaini, bicchieri... come misura. I motivi principalmente sono due, primo: le“fonti”, come vi avevo già accennato, dove attingo per cucinare greco sono i bigliettini che mia suocera tiene come una reliquia da tanti anni e perciò “una volta” non usavano tante bilance. Secondo: trovo noioso anch'io pesare tutto, persino l'olio: vi risparmio la fatica. Messo in conto anche che chi cucina ha la propria dose ed i propri gusti...se a me piacciono i dolci con poco zucchero non vado a metterne mezzo chilo nell'impasto, giusto?
Se non mi piace tanto l'olio non condisco con due tazze la mia verdura perché nella ricetta è riportato così. Insomma mettete sempre secondo la vostra mano ed il vostro gusto!

Ingredienti:
  • 8 cucchiai di riso vialone nano
  • 2 pomodori maturi ma sodi
  • 2 melanzane tonde non molto grandi
  • 2 peperoni
  • 1 cipolla grande
  • 1 puntina di aglio
  • ½ mazzetto di prezzemolo
  • menta
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • abbondante pepe
Tagliate la calotta ai pomodori e alle melanzane (queste orizzontalmente) togliete la polpa e mettetela da parte. Ai peperoni tagliate la calotta un po' in basso e da questa (la calotta) ricavatene tipo due anelli che aggiungerete alla polpa dei pomodori e delle melanzane ..è un po' confuso? Lo scopo è di abbassare un po' l'altezza dei peperoni, di solito abbastanza alti e quindi difficili da far rimanere ritti nella pirofila ma anche ricavarne un po' per il ripieno, dato che non hanno la polpa.
Tritate nel mixer la cipolla, la puntina d'aglio, la polpa delle melanzane e dei pomodori, gli anelli dei peperoni, il prezzemolo, la menta; salate e pepate con abbondante pepe. Condite con un po' d'olio e aggiungete il riso. Salate un po' l'interno delle verdure disposte in una pirofila da forno un po' oliata e riempitele con il composto. Risistemate al loro posto le rispettive calotte, un filo d'olio sopra e un po' d'acqua. Cuocete nel forno a 180° per circa 90-120 minuti. Se scuriscono troppo coprite con carta da forno.



Verdure briam



 


Se volete far venire l'acquolina in bocca a tutto il vicinato preparate questa ricetta o il “gemista” ...il profumo che vi ritroverete per casa sarà così intenso da durare per parecchie ore anche con le finestre aperte!
Queste verdure preparate così sono ottime accompagnate con la feta ma anche con salsicce alla griglia o al forno.

Ingredienti per 4-6 persone
  • 3 patate medio-grosse
  • 2 zucchine
  • 2 melanzane
  • 3 pomodori medio-grossi maturi
  • 2 peperoni verdi
  • 2 cipolle medie
  • menta fresca
  • origano fresco o secco
  • sale
  • pepe
  • olio extravergine di oliva
Pelare le patate, pulire il resto della verdura, lavare e tagliare a pezzettoni , o a fette come preferite, e mettete in una teglia da forno, cospargete di prezzemolo, origano e menta tritati, salate, pepate e condire abbondantemente con l'olio. Bagnate con un bicchiere d'acqua (nel caso aggiungetene ancora durante la cottura se vedete che si asciuga troppo) ed infornate a 180° per circa 90 minuti. Mescolate spesso ma delicatamente per non rompere troppo la verdura.

mercoledì 3 marzo 2010

Un caldo poncho



Che dite se oggi iniziamo un bel poncho per proteggerci dall'aria frizzante di inizio primavera? Da come avete notato, la manualità è come il pane quotidiano per me! Rimango affascinata da tutto ciò che è “fatto a mano” e questo poncho è nato cosi.... Un giorno entrai in una piccola merceria, fornitissima di lane, cotoni, acrilici...talmente colorata che mi sembrava di essermi “tuffata” in una tavolozza di un pittore! L'intenzione era solo di curiosare, ammirare... quando la mia attenzione si focalizzò su un bellissimo poncho, naturalmente fatto a mano dalla proprietaria, appeso tra gli scaffali! In un baleno l'idea mi si era già registrata nella mente ma io lavorare a maglia??? Comunque chiesi come potevo realizzarlo, dato che al primo impatto sembrava difficile ed io inesperta! Invece dopo poche spiegazioni, molta professionalità e cortesia della signora mi trovai già sulla strada di ritorno con la mia borsetta di plastica frusciante, i miei bei gomitoli, ferri, uncinetto e tanta voglia di cominciare immediatamente.
La signora mi aveva consigliato di caricare sul ferro una cinquantina di punti ma dopo aver fatto i primi 4-5 giri mi pareva che per mia figlia di undici anni fosse troppo grande, perciò decisi di ricominciare con 45 punti: lo stesso di notevole grandezza ma sapendo che lavoravo in maniera un po' stretta e dura e il tempo che ci avrei messo...Pensavo veramente di finirlo più tardi del previsto, invece ogni attimo libero mi trovavo a sferruzzare: volevo fare una sorpresa alla mia “cucciola” perciò se c'era lei nei paraggi i ferri sparivano nel cassetto, così non mi sono nemmeno accorta che il lavoro andava avanti! Comunque ho lavorato a maglia rasata (cioè un ferro al diritto e uno al rovescio) un rettangolo che misurava circa 50 cm di base e di lunghezza una volta e mezza la base, cioè circa 75 cm. Siccome però non tutte abbiamo la “mano” uguale, perché una lavora più stretto l'altra più larga..vi consiglio di provare con un campioncino quadrato 10x10 cm per sapere quante maglie caricare. Ho usato, per queste misure, 5 gomitoli di lana colorata mista lavorabile con i ferri nr.8 e un po' di lana diversa per i fiorellini fatti all'uncinetto.

Vi allego un disegno e delle foto...sempre "home made"








Pane con lievito naturale, prozimi



Non ce l'abbiamo fatta a trattenerci...uno “spuntino” di questo genere ci sta sempre! Soprattutto dopo che in tutta la casa si respira l'aroma del pane appena sfornato...

Ieri sera ho rinfrescato il lievito naturale. Lo tratto con cura e non ne butto mai! Per questo certe volte, se non è molto, lo “infilo” nell'impasto del pane senza preoccuparmi di qualche grammo in più! Che può fare di male? Nulla, anzi il pane diventa più leggero.
La ricetta di famiglia che ho imparato invece prevede un rinfresco del lievito la sera prima e poi il giorno dopo l'impasto vero e proprio. Praticamente al lievito si aggiungono ½ kg di farina, un cucchiaino di zucchero e acqua quanto basta per avere l'impasto giusto, morbido ma malleabile. Lasciato lievitare tutta la notte, al mattino seguente si aggiunge 1kg di farina, acqua quanto basta, sale e 2-3 cucchiai d'olio extravergine di oliva. Ne risulta quindi un pane con alveolatura fitta fitta, piuttosto pesante.
Noi però lo preferiamo più leggero con la mollica più “bucata”! Una delle tante ricette, frutto di molti esperimenti, è questa:


alla sera:
  • 200 gr di lievito naturale
  • 300-320 gr di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 500 gr di farina 0 (circa)
  • 100 gr di manitoba (circa)
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 3 cucchiaini di sale
Un consiglio doc: per qualsiasi impasto lievitato usate la farina precedentemente messa al caldo (vicino al termosifone, nel forno intiepidito...lieviterà meglio!)

Io, da come avrete capito, ho la fortuna di avere l'impastatrice ma non da molto tempo! Vi assicuro che a mano è un po' stancante ma il risultato è ottimo lo stesso, se non addirittura migliore.
Dunque per primo mettiamo il lievito naturale in una ciotola e lo sciogliamo con l'acqua tiepida assieme al cucchiaino di zucchero. Poi aggiungiamo la farina setacciata pian piano, grammo più grammo meno, (sempre per il discorso che dipende dal tipo di farina e dalla capacità di assorbire i liquidi) finché non otteniamo un impasto morbido ma non appiccicoso. Impastiamo per una decina di minuti e poi aggiungiamo il sale e l'olio. Continuiamo ad impastare finché non si amalgama bene il tutto e poi mettiamo in un terrina abbastanza capiente, coperto (io copro con un canovaccio umido e sopra sistemo un coperchio di una pentola più grande della terrina). Accendo il forno qualche minuto in modo da intiepidire, lo spengo e metto l'impasto a lievitare fino al mattino.

al mattino seguente:

impasto un po', poi lo stendo con le mani per formare un rettangolo di circa 25 x 30 cm. Lo taglio per metà nel senso della lunghezza, ottenendo due rettangoli che avvolgo su se stessi in modo da ottenere due filoncini. Ricopro con la carta da forno la teglia e li sistemo distanti uno dall'altro. Copro con un paio di canovacci e metto di nuovo nel forno tiepido. Dopo 3-4 ore, quando vedo che il pane è ben lievitato, lo incido a tagli trasversali con un coltello affilatissimo e ad un filoncino spennello la superficie con acqua e cospargo di sesamo. Inforno a 220° per 10 minuti e poi a 200° per circa 30 minuti.

Grecia: Sikinos.. un'isola per rilassarsi



Sikinos è una piccola, brulla, silenziosa isola, dove il tempo sembra aver fatto uno stop tanti anni fa e da allora scorre a ritmo lento lento.. un oasi di pace in mezzo all'Egeo! Fa parte delle isole Cicladi e si trova tra Ios e Folegandros.
Arrivando con la nave nel porto di Allopronia (dove si trova anche la spiaggia sabbiosa principale) si scorgono subito, sul punto più alto dell'isola, “macchioline” bianche che spiccano sul colore arido, arso, della terra bruciata dal sole: sono il capoluogo Chora, ed il monastero di Zoodohos Pighis .
Questa bianca costruzione, che sembra più un castello che un monastero, veniva usata come fortezza dagli abitanti durante le invasioni dei pirati. A Sikinos risiedono poche centinaia di abitanti stabili ma hanno la scuola, un dottore, qualche negozietto e diverse trattorie per gustare tantissime specialità greche.
Poche altre spiagge e raggiungibili solamente con la barca.










L'isola di Santorini all'orizzonte


martedì 2 marzo 2010

Baklava al cioccolato e menta



Oggi addio dieta... I dolci qui sono molto, molto zuccherati, non tanto l'impasto ma per lo sciroppo di zucchero e miele che viene versato sopra. Ad esempio nella ricetta del “ravanì” che è un dolce quaresimale, cioè da digiuno, l'impasto è composto da un cucchiaio di zucchero e uno si semolino per ogni uovo. Quando è cotto si versa sopra uno sciroppo fatto di : 2 bicchieri di zucchero, 1 di miele e 2 di acqua.
Sono certi sfizi che per la linea bisogna tenere lontani anche dagli occhi ma, per qualche volta, una all'anno, che male fa? Il mio baklava ( si pronuncia baklavà) è un po' diverso nel ripieno dagli altri classici che prevedono solamente l'uso di frutta secca e zucchero.
Mi diverte leggere i vecchi bigliettini scritti con una grafia minuta e certe volte illeggibile che mia suocera tira fuori da varie buste, riciclate e catalogate, quando le chiedo qualche ricetta! Poi modifico!

Perciò eccovi gli ingredienti:
  • 150 gr di mandorle tritate
  • 40 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di cacao amaro
  • 60 gr di cioccolato fondente tritato grossolanamente
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere
  • mezzo cucchiaio di menta fresca tritata
  • la raspatura di mezza arancia
  • 60 gr di burro
  • 200-250 gr di pasta fillo.
  • vanillina o vaniglia
Sciroppo:
  • 2 bicchieri di zucchero
  • 1 bicchiere di miele
  •  bicchieri di acqua
  • una stecca di cannella
  • una scorzetta di limone e qualche goccia di succo
Per prima cosa prepariamo lo sciroppo che forse è la parte più complicata perché se lo cuociamo troppo si indurisce..troppo poco risulterà acquoso.
Un consiglio importante: usate del miele buono, genuino e aggiungetevi qualche goccia di limone; aiuta molto a non farlo indurire.
Allora, metto zucchero, miele, acqua, cannella e limone in una pentola abbastanza alta, (per evitare la fuoriuscita della schiuma, come succede al latte quando bolle) mescolo bene e al bollore conto circa 8 minuti di cottura. Tolgo dal fuoco e lo metto da parte.
In una terrina mescolo bene le mandorle tritate, lo zucchero, il cacao in polvere e fondente, la menta, la raspatura di arancia e la vaniglia.
Poi imburro una teglia da forno rettangolare di circa 20x30 e metto il primo stato di pasta fillo, spennello di burro sciolto. Depongo sopra un altro strato, spennello di burro...e così via finché raggiungo 8 strati (potete anche farne 10..).
Metto metà della farcitura quindi altri due “fogli” di pasta fillo sempre imburrati e dopo il resto del composto con le mandorle. Continuo come dall'inizio per altri 8-10 strati.
Imburro ben bene l'ultimo e incido già le porzioni a forma di rombi, poi inforno per circa 40-45 minuti a 180° comunque finché è ben dorata.
Quando è cotta verso sopra lo sciroppo ed il baklava è pronto!

 la pasta fillo

domenica 28 febbraio 2010

Cornucopia


Nel nostro Altopiano, come d'altronde in tutte le zone di montagna, riempire la gerla o cornucopia di fiori secchi per abbellire le case è considerato di buon auspicio e molto di moda perciò ne esistono di vari modelli. Le troviamo appese nei portoni delle case a Natale con le "dase",(rami di pino) arricchiti con dei rami di bacche di rose selvatiche, oppure in tutte le stagioni nei nostri locali tipici, nelle baite, o nelle nostre semplici e rustiche abitazioni, colme di fiori essiccati, o di plastica; quest'ultima è la preferita per la sua resistenza.
Difatti, chi ha intenzione di fare delle composizioni di fiori essiccati, deve sempre tener conto che se si intende posizionarle all'esterno dell'abitazione sono molto delicate e si rovinano facilmente. All'interno, secondo i gusti, sono più indicate ma vanno rinnovate spesso perché la polvere, il calore e l'invecchiamento, ne modificano notevolmente e negativamente l'aspetto. Considerando anche che a volte le cose sempre uguali poi stancano..allora prima di cominciare con gli acquisti cercate di fare"quattro conti". Io di solito, per le mie composizioni, uso metà materiali per tipo, naturali e plastica. Quando quelli essiccati sono da buttare, posso riciclare quelli di plastica, ben puliti e riusati..non sembrano neanche più gli stessi!
Allora per iniziare ci serve della spugna (in vendita in fioreria) che sistemeremo dentro la gerla avendo l'accortezza di riempirne sopratutto bene la base finale, lasciandola fuoriuscire dal bordo di 3 o 4 cm. Di solito, siccome la spugna è leggerissima, io nel fondo della gerla metto un po' di sabbia per equilibrare il peso tra sopra e sotto ma non mettetene troppa, altrimenti vi troverete una composizione davvero pesante e vostro malgrado...ad abbellire il pavimento!! Fatto tutto questo fisseremo bene le spugne con del filo di rafia sintetica, da un bordo all'altro, avendo l'accortezza di passare sopra a tutte le spugne, così saremo sicuri della tenuta. Ora servono solo i fiori. Anche per questa composizione, teniamo conto delle proporzioni, se la gerla è piccola sicuramente non useremo dei fiori grandi. Si parte dall'alto e facciamo prima tutto il contorno ed il centro con il verde, poi i fiori e per ultimo eventuali fiocchi. Qui potete fare diversi stili di composizione, partite da una formale e semplice come questa e state sempre attenti al baricentro del peso, distribuitelo bene, già per se stessa tende a capovolgersi, perciò quando la fate attaccatela al muro o a un sostegno a voi comodo e, che vi “dica” se state facendo un lavoro equilibrato. Ah.. dimenticavo: fate un buon gancio in filo di ferro per attaccarla e non fatelo nel manico (che di solito c'è) perché potrebbe staccarsi, vi consiglio uno più sicuro e robusto appena sotto , cioè direttamente nella struttura della gerla. Che dire vi auguro come sempre un buon lavoro che vi porti tanta tanta soddisfazione.



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